Risoluzioni per il 2012: cosmetici Parte II

A proposito dell’eliminazione dei cosmetici testati su Animali (ovvero contenenti nuovi ingredienti di sintesi (non vegetali) testati su animali),  e’ possibile anche firmare la petizione per abolirne la vendita in Europa!!
La campagna viene dell’Inghilterra e si chiama “Say No To Cruel Cosmetics” e ha come testimonial anche Sienna Miller (grazie ;) )
Potete firmare sul sito dedicato:
http://www.nocruelcosmetics.org/

Trovate altre infomazioni sulla petizione sul sito della BUAV, la lega antivivisezione British:

www.buav.org

Dal loro sito si può raggiungere anche un sito contenente una utilissima lista di marchi cruelty free e/o privi di ingredienti di origine animale:

www.gocrueltyfree.org/

in poche parole dei grandi! :)

Risoluzioni per il 2012: cosmetici

In attesa che l’ONU o l’OMS decidano di vietare i test sugli animali, possiamo prendere la stessa Risoluzione e metterla in atto in casa nostra nel nostro armadietto dei cosmetici.

Come suggerisce PETA nel suo articolo di oggi chiamato Make your 2012 Resolutions Animal Friendly al punto numero 4 possiamo fare le pulizie di primavera in anticipo e liberare tutti gli armadi dai prodotti che sono stati causa di sofferenza per gli animali , ovvero testati su di loro

Io ho già trovato almeno 5 bottiglie (devo dire che erano li da qualche anno già) da allontanare,
del resto lo step successivo e’ comprare prodotti sostitutivi Cruelty Free e su questo sono preparata!
Quest’anno ho fatto le mie ricerche e questo è il risultato , che condivido con voi:

Nonostante alcune famose aziende, come la ammiccante e glam Benefit, da San Francisco, si scherniscano dicendo che non sono Cruelty Free certified perchè e’ “impossibile garantire che tutti i componenti di un cosmetico NON siano testati sugli animali” (vedi le loro FAQ) alcuni che riescono in questo MIRACOLO esistono , e quindi fanno meglio di chi non ci riesce!

I primi di cui vi parlo li ho conosciuti in Svezia, paese all’avanguardia in molte direzioni, soprattutto la convivenza armoniosa e la conservazione dell’ambiente, si chiamano Wise Natur kosmetiks e le loro creme per il viso le sto testando su di me, e sono fantastiche!
La Wise produce una gamma completa di prodotti per viso e corpo , per donna e uomo, utilizzando ingredienti al 100% di origine naturale e senza testare sugli animali,e gli hanno dedicato addirittura un blog!
Io ho comprato i loro prodotti a Stoccolma nel negozio “Bio” alla fine di Gamla Stan proprio di fronte Slussen. Stoccolma del resto e’ piena di attenzioni per il pianeta e cercherò di parlarne in un post dedicato.

La seconda casa che mi ha particolarmente aiutato e ripulire l’armadietto dei cosmetici e’ la tedesca Weleda. Questa azienda sottolinea di essere presente in varie liste di aziende Cruelty Free anche se non e’ in possesso della certificazione necessaria in Italia (ICEA) perchè i suoi stabilimenti sono in Germania. Assicura di non condurre test su animali ma su “persone volontari” e fornisce l’elenco completo dei suoi prodotti privi di origine animale. I loro prodotti sono in vendita anche nella catena di supermercati NaturaSi.

Infine vorrei pubblicizzare anche la famosissima(soprattutto all’estero ma ora anche in Italia) Lush. Sebbene stia parlando di un colosso internazionale che ha punti vendita in qualsiasi angolo  del globo, e che ha costruito sugli slogan eco-friendly e cruelty free un impero economico trovo che comunque rappresenti un esempio positivo e effettivo alla causa: molti prodotti diffusi da Lush come lo shampo solido ed il deodorante solido  hanno fatto prendere abitudini davvero utili all’ambiente a molte persone ( ogni bottiglia di plastica in meno e’ davverso un passo avanti per il pianeta) senza contare che tra i pilastri su cui si fonda c’è il NO a qualsiasi test sugli animali e il NO ad ingrendienti di origine animale.Fossero tutti così i colossi!

Buon 2012 a tutti!

Aziende Vinicole Made in Italy

Ultimamente si sente sempre più parlare di Bio anche per i Vini.

Sebbene la certificazione biologica sia un ottima cosa, da sola non fa di un vino un grande vino e dell’azienda che lo produce una fondazione di benefattori.

Intanto in Italia ci sono dei bravissimi produttori che da anni lavorano con passione, dedizione e cura e che fanno dei veri grandi vini, anche senza fregiarsi del ricercato marchio di certificazione.

Vorrei condividere con voi quelli che ho imparato a conoscere quest’anno e in quelli passati, nella speranza che li proviate  e trovandovi bene decidiate perchè no di andarli a trovare e comprare direttamente da loro, visitandone la cantina (che bella gita!):

Dalle terre dei miei avi:

Abruzzo: Cataldi Madonna Specialità: Montepulciano Non si fa pubblicità e non ama le fiere vinicole ma il suo Montepulciano e’ un’esperienza da fare!

Molise: Valerio Specialità: Pentro (50% Montepulciano 50% Sangiovese) Piccolo produttore giovane che gestisce i vigneti dell’azienda di famiglia in località Monteroduni (tra Isernia e Venafro), già sede di una famosa Cantina Sociale.
Alcuni vigneti sono in zona di Montenero. Ci siamo incontrati a Vitigno Italia, molto simpatici!

Ancora dal Molise (ebbene si, bazzichiamo la zona!) non avrebbe bisogno della mia pubblicità ma di certo non è noto in tutta Italia, il grande Di Majo Norante, produttore del Molì (Montepulciano-Aglianico) in località Campomarino (CB). Nella sua regione e’ una celebrità. Produce anche un vino dal vitigno autoctono Tintilia, (Tintilia , appunto).Se vi trovate da quelle parti comunque e volete un buon vino da tavola potete provare anche il semplice e buonissimo vino delle “Cantine Cipressi” o andare direttamente in visita nella zona alla fine di Maggio alla fiera “Cantine Aperte”

Da terre di svago:

Azienda Agricola Antica Fattoria La Parrina: un pò una mecca per me, e per chi mi ci ha portato, è buono praticamente tutto quello che producono.I vini (il mio suggerimento e’ il Bianco DOC (Trebbiano, Chardonnay, Sauvignon Blanc) vincono premi ogni anno, e la visita alla cantina e’ un ottimo motivo, oltre che per comprare gli altri prodotti, per visitare la Feniglia.

Da terre di lavoro: Piemonte, Langhe

Visitare le langhe e’ un vero pellegrinaggio, deve essere particolarmente bello a Settembre quando aprono le cantine, ma in particolare voglio menzionare un produttore storico e non una holding, Bruno Giacosa, che sta dalle parti di Neive dove produce un mitico Nebbiolo.

Altri incontri a Vitigno Italia:

Mi e’ rimasto impresso per la gentilezza e per la bontàdel l’Aglianico la Fattoria La Rivolta (Vino d.o.c. Terre di Rivolta) provate a cercarlo in enoteca, o andateli a trovare vicino Benevento Detto questo, se vi trovate a passare per una bottega del commercio equo, cogliete l’occasione per provare uno dei vini di Libera, il mio preferito e’ CentopassiNel nostro paese sono sicura che pressochè in ogni regione si può trovare un buon produttore da cui rifornirsi a km 0 , adesso aspetto i vosti suggerimenti…

But if less is more than how are we keeping score? (Se di meno e’ di più, allora come teniamo il punteggio?)

La domanda se la pone Eddie Vedder nella bellissima Society, per la colonna sonora di una storia a cui sono molto affezionata, quella di Chris McCandless – raccontato nel film Into the wild e nel bellissimo libro omonimo di John Krakahuer

La storia di un ragazzo che ha deciso di lasciare la società, gradualmente, per seguire il richiamo della vita selvaggia, nella natura assoluta e ideale dell’Alsaska (quel Call of the Wild già raccontato dal suo idolo Jack London)

La sua storia ha fatto il giro del mondo, e molti cinicamente lo hanno liquidato come uno sprovveduto, un idealista, un ragazzino viziato che si e’ cacciato irrimediabilmente nei guai.

Nonostante la verità su di se la abbia portata nella tomba, la storia di Chris ha suonato una campana in me, e non solo in me per fortuna.

Ho trovato inaspettati punti di vicinanza con il ragazzo trovato scheletro nel relitto di un autobus nelle terre desolate vicino al monte Mckinley: aveva letto e amato non solo Jack London, ma Tolstoj,  Thoreau… idealista , folle quanto volete ma non meno di chi ha deciso di dedicare la propria vita al denaro, o al gioco o al potere.

Chris aveva capito che il meno e’ di più, che togliere equivale ad arricchirsi e ha portato questo ragionamento alle estreme conseguenze, con lo stesso metodo e la stessa perseveranza che avrebbe usato uno scenziato, o un filosofo.

Forse non importa come terremo i punti, forse non ci sarà bisogno di bruciare i soldi e abbandonare la macchina nel deserto e continuare con uno zaino in spalla, ma possiamo avere simpatia per lui, e portare avanti quello in cui credeva, nel nostro piccolo , magari leggendo uno dei suoi libri preferiti:

Henry David Thoreau, Walden , la vita nei boschi
Jack London , Il richiamo della foresta
Lev Tolstoj, Felicità Familiare

o canticchiando sovrappensiero il suo canto funebre:

Society, have mercy on me.
I hope you’re not angry, if I disagree.
Society, crazy indeed.
I hope you’re not lonely…
without me

“La prima regola del Fight Club…”

Ho pensato che uno potrebbe chiedersi, e allora? Cosa posso fare per contribuire alla lotta contro la rovina dell’ambiente? In concreto io cosa faccio?!
Allora ho deciso di buttare giù un mio piccolo decalogo personale , e di aspettare i vostri commenti /suggerimenti:
1) Non prendere la macchina se c’è un mezzo alternativo
A Roma e in generale in Italia questo e’ molto difficile, ma se si pensa alle statistiche che dicono che un Italiano su 2 prende la macchina anche per fare 2km sono sicura che si può fare di meglio …due passi ogni tanto fanno anche bene!
2) Acquista i prodotti con minori imballaggi – dovrebbe essere chiaro che anche in termini economici ci si guadagna, ma sono sicura che molti non fanno questa discriminazione: per comprare due merendine comprano anche 18 bustine di plastica, una scatola di cartone e una busta di celophane..!

3) Fai la raccolta differenziata – Ecco già li sento quelli che dicono “tanto poi non serve” , “li ho visti io che buttano la carta insieme all’altra mondezza” (ma come li hai visti, hai seguito il camion alla discarica?!) , “sto impazzendo con la differenziata…ho la casa piena di sacchetti!”: una risposta a tutti: farla non costa niente, quindi fatela

4) Comprare cose usate : mobili di antiquariato (mercatini, fiere, case di amici : la scelta c’è ed è anche divertente) vestiti di seconda mano

5) Non buttate oggetti/vestiti che possono avere una seconda vita: dai cassonetti gialli agli enti benefici, passando per negozi di usato che prendono oggetti in conto vendita come “il mercatino” anche qui non è davvero difficile trovare a chi darli

6) Cucinare prodotti freschi (frutta e verdura di stagione): in Italia c’è grande disponibilità e molti supermercati hanno grossi reparti di ortofrutta. Che dire poi delle proprietà nutritive! Se avete l’obiezione che i surgelati si cuociono prima vi ricordo che se provate a cuocere gli spinaci surgelati a cubetti in padella il ghiaccio non si scioglie nemmeno con la piccozza! Anche Jamie Oliver sta facendo una campagna per far mangiare frutta e verdura fresca ad americani ed inglesi….se ci riesce lui ce la possiamo fare noi che viviamo in Italia?!! Ad occhio e croce ognuno di noi conosce almeno una persona che fa ancora l’olio al frantoio… finaziamoli!

7) Ridurre i consumi: in tempo di austerity un investimento in ciabatte con pulsante ON/OFF a cui collegare tutti gli elettrodomestici ed evitare lo Stand-by si rivelerà molto redditizio!

8 ) Ridurre il consumo di carne. Non c’è bisogno di aggiungere commenti, ma se avete bisogno di spiegazioni date un occhiata al sito di PETA, o al libro di Safran Foer

9) Non comprare sempre l’ultimo gadget tecnologico: l’idea sarebbe di avere i gadget necessari, e non sempre l’ultimo modello. Non c’e bisogno di avere l’ipad per leggere questo sito! In ogni caso se proprio dovete cambiare modello, regalate il vecchio a chi ne ha bisogno!

10) Spegnere l’aria condizionata: è proprio necessario stare a 25 gradi in inverno e a 19 in estate?!

Io ho provato… adesso aspetto il vostro decalogo!

Caraffe filtranti: meglio il rubinetto

Oggi su La Repubblica e’ apparso un bell’articolo che riporta il risultato di una indagine condotta dai NAS (Nucleo Anti Sofisticazioni) sulle caraffe filtranti come Brita, che avevamo accolto con entusiasmo e di cui abbiamo parlato in qualche post passato.

Il risultato dei NAS e’ che le caraffe:

1) Non migliorano la qualità dell’acqua

2) Impoveriscono l’acqua del contenuto di Calcio (questo c’è scritto nelle istruzioni di Brita, ma non e’ certo un aspetto pubblicizzato)

3) Sono un ricettacolo di batteri

Sul punto 3) posso portare la mia testimonianza: dopo alcuni giorni di non utilizzo un giorno ho preso la caraffa per riempirla e ho notato una macchietta rosa vicino al filtro: era una deliziosa colonia batterica!

Ho buttato il costoso filtro e lavato tutto in lavastoviglie, ma non ho più avuto il coraggio di usarla… sono tornata a bere la normale acqua del rubinetto.

Se volete leggere , qui c’e l’articolo completo: link

Il mio consiglio quindi e’ questo: ritorniamo con gioia a bere l’ecologica e sanissima acqua del rubinetto: in Italia almeno questa e’ davvero di qualità!

Per approfondimenti, leggete qui e in particolare per Roma, qui.

Manutenzione quotidiana

Le ferie sono finite (argh!), ecco alcuni buoni consigli per buone abitudini da adottare nel nuovo anno:

Lavastoviglie: per lavarla e’ meglio fare un lavaggio a vuoto dopo aver cosparso il fondo con due cucchiai di acido citrico (si vende in farmacia) piuttosto che versare sul fondo un litro di aceto (che un pò rovina le guarnizioni)

Lavatrice: un lavaggio una volta ogni 6 mesi a 90 gradi con varecchina al posto del detersivo: elimina i funghi/batteri dai tubi (si formano proprio perche si lava sempre a 30-40 gradi)

Se proprio dovete prenderla: un automobile con gli iniettori puliti consuma meno e inquina meno!
Per i Diesel: aggiungete di Acquaragia (quella fatta con la nafta pesante non quella a base di trementina!) al carburante nel serbatoio : 2ml per ogni litro di gasolio: pulisce gli iniettori
Per le macchine a benzina: un pieno ogni 6000km di Shell V-power ha lo stesso effetto

N.B. l’acquaragia e’ ottima anche per pulire la catena della bicicletta!

+ bamboo – rifiuti!

Per il mio compleanno un amica mi ha fatto un regalino: una tazzina da caffè in fibra di bamboo e mais!!il produttore, Brandani, e’ rigorosamente italiano e si presenta come “gift group” ovvero gruppo specializzato in articoli da regalo. Per fortuna tra i tanti classici offre una linea completa “bio bamboo fiber” di utensili da cucina in fibra di bamboo e altri materiali eco-compatibili allo slogan “da cosa rinasce cosa”.

La tazzina in fibra di bamboo e’ leggera e piacevole, ha una ottima capacità termica a mano si lava benissimo.

Le istruzioni recitano “biodegradabile, interrato si dissolve in alcuni mesi” e “lavabile in lavastoviglie”

Da provare e magari da regalare, non sarà difficile dato il numero di rivenditori !

Ecologia urbana a Parigi

I quartieri di Parigi (gli Arrondismont) sono tanti, 20.
Ogni quartiere, oltre ad essere collegato da innumerevoli stazioni alla più famosa metropolitana del mondo, ha pari opportunità. Che voi decidiate di scendere per una passeggiata a Place d’Italie o a Grand Boulevards troverete uscendo dal Metro alcuni elementi comuni:
Strade grandi con marciapiedi confortevoli di almeno 2 metri di larghezza
Un parco
Una biblioteca nelle vicinanze
e da qualche anno una immancabile “stazione” del Velib: il servizio comunale di noleggio delle biciclette :)

Parc de Choisy (Metro Place d'Italie)


Nel quartiere del mercato d’Aligre, sotto l’Opera Bastille, una ex linea sopraelevata della metro lunga 4,5km in disuso e’ stata trasformata in Parco pubblico! E’la “Promenade Planté”: corre in mezzo alle case e lassù, immersi in boschetti di bambù, tra rose rampicanti e cespugli di lavanda i Francesi si prendono una pausa per leggere un libro, correre, portare i bambini in bicicletta, fare un picnic…

Promenade Plantè (Metro Bastille)


Nei famosi giardini delle Tuleries invece qualsiasi abitante /ospite di Parigi può sedersi a prendere il sole e fare due chiacchiere in una delle migliaia di sedie da giardino messe a disposizione dal municipo (Mairie de Paris).
L’ingresso ai Jardin des Plantes è gratuito, si paga il biglietto solo per visitare le serre contenenti le piante tropicali e primordiali, lo zoo o il museo di storia naturale.

Viale di Platani al Jardin des Plantes


Giardini piu piccoli, puliti e ordinati e circondati da cancellate, in genere con giochi per bambini, vi appariranno in qualsiasi piazzetta piu piccola, che voi siate a St. Germain, St.Michel , nel quartiere musulmano (Place Monge), o vicino alla Burse, ai Marais, a Montmartes[...]

Piccolo giardino in Rue Richelieu


E alzando gli occhi vi accorgerete che questa cultura è così consolidata che ogni balconcino, ponte di barca, davanzale e addirittura molti vani finestra (dietro ai vetri) sono stati trasformati dagli abitanti di Paris in una piccola personale foresta.

Balconi in Rue Mouffettard (Metro Place Monge)

Nutrire = Amare ?

Sto facendo qualcosa di bello per il mondo, sto comprando la pappa al mio migliore amico: un micio.

Quando porto a casa la scatoletta e gliela mostro mi segue correndo tutto festoso e aspetta dandomi delle piccole zampate di avere la ciotola piena …ma sto facendo davvero un gesto d’amore?
Che gli sto dando da mangiare?
E’ già difficile districarsi tra i cibi per noi umani, sfuggire al richiamo di pubblicità ossessive, sapori accattivanti e aspetto perfetto per scegliere qualcosa di piu sano e naturale, ma con gli animali domestici si è ancora più in difficoltà.
Nel film “2016 I sopravvissuti” all’umanità su una terra sovraffollata veniva dato in pasto il “Soilent”: cibo ufficialmente a base di plancton, ben presto la variante “Soilent rosso” si rivelava essere fatta con i cadaveri degli stessi esseri umani… ma quella che era fantascenza per noi sembra che sia già realtà per i nostri migliori amici!
Le cosi dette “farine di carne” contenute in alta percentuale (insieme ad altri meravigliosi ingredienti come le ceneri greggie!) nei croccantini altro non sono che prodotti finali di galline, gatti e cani soppressi nei canili.
Vi viene da piangere? anche a me.
Ma facciamoci forza , basta aprire gli occhi, smettere di essere cechi e tirare dritti davanti alle belle buste con cuccioli ammiccanti in fila sugli scaffali di farmacie e supermercati, marcate:

Purina (=Nestlè: per una lista completa dei suoi marchi fate riferimento a Wikipedia)
Royal Canin (=Mars) – ebbene si il tanto blasonato e consigliato “re dei croccantini” con milioni di linee tra cui le “terapeutiche” Renal e Dental!!
Whiskas(=Mars)
Gourmet
Hill’s Science Diet (quella che davano al mio micio al gattile!)
Iams (Procter&Gamble)(per le torture inflitte dalla Iams agli animali potete consultare il sito dedicatogli dalla Peta:
http://www.iamscruelty.com/
Se anche voi non siete riusciti a dare al vostro gatto cibo sano e naturale come pollo o pesce lesso, o tonno al naturale, perchè ad esempio non siete i primi padroni e si e’ gia abituato a mangiare cibo aromatizzato e accattivante, non sono molte le ditte che almeno a certificazioni non avvelenano i nostri amati compagni:

Almo Nature; www.almonature.eu
Forza10; http://www.forza10.com/
DenkyCat e Denkadog

Si lo so non è molto.
Una lista di pet food cruelty free certificata dalla PETA per EU si può trovare al link:
http://www.peta.org.uk/features/non-animal-tested-companion-animal-food/

Inoltre ho qualche speranza anche sui due marchi preferiti dal mio micio:
Schesir – marchio della Agras Delic che afferma di essere cruelty free  sul suo sito
SilverCat delle Doppiaemme International

Se avete indicazioni su altri prodotti naturali e cruelty free / maggiori informazioni su questi ultimi marchi commentate questo post!

E quando date la pappa al vostro amico, fategli una carezza e leggete gli ingredienti!

Balsamo? No grazie!!

La pubblicità di una multinazionale produttrice di cosmetici ci insegna:
- la media delle donne non riesce a passarsi la mani nei capelli senza rimanere bloccata in capelli stoppacciosi e con nodi che si spezzano a circa il 60% della lunghezza
- e’ sufficiente usare dopo tutti gli shampoo il loro balsamo per raggiungere il 100%
Miracolo!
Eppure e’ proprio strano, io sono riuscita a raggiungere lo stesso obiettivo seguendo il semplice consiglio di una amica: “tu usi il balsamo?” mi fà e poi aggiunge “io NO!”
Li per li’ sono rimasta un pò shoccata, sono cresciuta nella convinzione che se una si lava i capelli e non usa il balsamo si ritroverà con una chioma di carta vetrata!
Lei con aria sapiente mi ha detto “il balsamo rovina i capelli, li fa diventare crespi e si sporcano prima. Io metto solo qualche goccia di olio sui capelli bagnati e poi asciugo”
Ho provato. Incredibile. Perfetti, lisci, in salute, lucidi, non tornerei al balsamo per niente al mondo.
Sui capelli bagnati passo con le dita qualche goccia di olio (io uso al momento un vetusto olio per capelli che avevo in casa, ma penso di passare all’olio di Argane) che ho versato sui palmi delle mani.
Poi phon o all’aria se e’ estate, poi un pò di piastra.
Nel dilemma su quale scelta avesse impatto ambientale minore tra flacone da 1 litro, ricariche , balsamo alla spina, balsamo bio, balsamo non testato su animali ecco la soluzione a impatto zero: niente balsamo!
Provate per credere…

Ama Roma…

In questi giorni in cui il sindaco di Roma ha annunciato , dopo aver visitato Tel Aviv dove il sistema funziona molto bene da anni, di voler incrementare la raccolta differenziata eliminando i cassonetti della differenziata sostituendoli con l’opportunità di ricevere 5 cent a bottiglia portandole direttamente alle discariche (vd. articolo) mi e’ capitato proprio di visitarne una per portare un rifiuto RAEE(Rifiuto Apparecchiature Elettriche Elettroniche ).

Trattavasi , ahime, della mia amata e strausata macchina del pane: modello ultra basic olandese comprato qualche Natale fa… e’ deceduta quando ho introdotto il lievito madre e una variazione fatale nella quantità di acqua: mi consola soltanto sapere che e’ morta facendo il pane più buono della sua vita.
Mi sono presentata a sorpresa all’isola ecologica dell’acqua acetosa Sabato pomeriggio verso le 17 e ho trovato inaspettatamente aperto!

Nonostante sul sito si reciti:

Centro di raccolta Acqua Acetosa

Via Campi Sportivi, 100
II Municipio
Giorni feriali: 07.00 – 12.00 e 14.00 – 19.00
Giorni festivi: 07.00 – 13.00

Puoi buttare: Apparati elettronici, Batterie al piombo, Consumabili da stampa, Grandi elettrodomestici, Inerti/Calcinacci, Ingombranti, Legno, Neon, Oli vegetali, Pile.

Una addetta mi si e’ avvicinata gentilmente e mi ha chiesto cosa mi servisse: gli ho detto che avevo un piccolo elettrodomestico, (del resto il portabagagli non poteva certo contenere un frigo!) e lei lo ha preso e lo ha semplicemente lanciato su una pila di altri elettrodomestici là fuori, fatemi aggiungere che il lancio aveva un certo stile e l’impiegata ha avuto un guizzo di compiacimento…

Ho chiesto se accettano anche i tubi a neon e mi ha detto di si, quindi non resta che metterli in macchina per lasciarglieli la prossima volta che si imbocca la tangenziale.
Non e’ così difficile, eppure per molti sembra che sia una impresa titanica, mi chiedo quanti romani sfrutteranno la fantastica occasione offerta dal sindaco invece che buttare tutto nello stesso sacchetto alla vecchia maniera…. sembra che alcune persone trovino già un affronto fare anche un metro in più per raggiungere i cassonetti bianchi e blu…ce n’è di strada da fare!

Fine della macchina del pane comunque, almeno per il momento: sentendone la mancanza però sono tornata a casa e ho fatto il mio primo pane senza…

Città dell’Utopia, zuppa e oltre!

Colpo di coda, reazione al raffreddore primaverile, decido di andare con gli amici alla “festa della zuppa” a San Paolo.

Ammetto che lo scetticismo in un Sabato d’Aprile a 27 gradi sulla opportunità di mangiare la zuppa invece di andare, che sò, al mare a mangiare gli spaghetti alle vongole, non mi rendeva entusiasta all’idea.

Ed eccomi  girando un anonimo angolo di strada vicino alla Cristoforo Colombo, mi sono ritrovata nella vera festa di quartiere, in uno scenario degno di “UP”: una piazzetta di città , poco piu di un cortile ( di quei cortili tra i palazzi in cui da piccoli si giocava le ore…) circondata da palazzine alte alte e al cui centro resiste una casetta un pò malmessa, ma una vera e propria casa: imposte verdi, balconi, gradini verso l’ingresso: e’ un centro sociale e si chiama “la città dell’Utopia”.

Tutto intorno nella piazza ci sono tante persone, banchetti e due file ordinate per “bevande” e “pranzo”; 2 euro una birra , fatta in una birreria  italiana!, e 50 cent per un bicchiere in Mater-bi!da mangiare si può scegliere tra vari tipi di pasta/salsiccie & co. Mentre siamo in fila dei ragazzi su un “palco” improvvisano

uno spettacolo di improvvisazione teatrale, coinvolgono il pubblico, si danno da fare, il pubblico partecipa.

Alle 16 inizia la vera e propria gara di zuppe, le “cofane” vengono portate nei banchetti dei partecipanti e via con gli assaggi!

C’è chi propone la classica zuppa “toscana” rivisitata perchè sta per trasferirsi nel casale dei sogni, chi ha azzardato una zuppa al cacao e la fa servire dai bambini di casa, chi ha aggiunto ingradienti esotici come zenzero e curcuma, chi ha usato l’intramontabile “ingrediente segreto”, chi ti coccola con crostini di pane e scaglie di grana…insomma ce n’è per tutti i gusti ed in abbondanza….

Sazi e contenti riponiamo le ciotole e decidiamo che non ci resta che votare la zuppa dell’anno!

La festa della zuppa e’ un appuntamento annuale, per non perderla in futuro andate a trovare l’associazione “Città dell’Utopia” sul loro sito:

http://www.lacittadellutopia.it/index.php

sempre in tema alimentare l’associazione propone tra l’altro “pranzi etnici” ogni domenica con il nome di “MAKI -Sapori dal mondo” sempre nella loro sede di San Paolo, per informazioni scrivete a:

info@laboratorio53.it

Infine per Sabato 21 Maggio e’ previsto addirittura un bellissimo “Mercato Contadino” seguito da “Pranzo a Km 0″

Andate a trovarli!

polli liberi finalmente!

E’ da tempo che cerco aziende che allevano pollame, dato che l’allevamento intensivo di polli è quello più deleterio, a mio parere. Hanno fatto spesso puntate di denuncia sulle aziende produttrici, anche su Report.

L’altro giorno ho comprato presso un negozio molto “bio ed equo” a Piazza Re di Roma, delle uova di questa azienda (San Bartolomeo),
scoprendo che allevano sul loro terreno non solo galline ma anche tacchini e conigli,
selezionati per stare all’aperto in libertà…
Certo poi quando li vedi (nel video per ora) sgambettare come degli animali normali e non a forma di petto di pollo/tacchino in-celofanato, ti dispiace anche mangiarteli…alla fine!!
Comunque almeno c’è la consapevolezza che non vai a mangiare un cocktail di antibiotici, tossine e ormoni, se li prendi da loro!!

Fate una visita allo spaccio aperto dal giovedì al sabato orario continuato…

http://pollisanbartolomeo.it/

Medicine scadute e non …

Quando arriva un influenza e’ sempre la solita storia, il medico ti visita e ti prescrive la nuova medicina sul mercato, in genere un “antinfiammatorio” in bustine effervescente se non anche un bell’antibiotico puntualmente diverso da quello prescritto la volta precedente.

Senza entrare nel merito delle cure, e quindi volendo trascendere dalla questione medicina “tradizionale” vs. medicina” naturale” vs.omeopatia la cosa che mi deprime maggiormente e’ aprire l’armadietto delle medicine e accorgermi di quanti medicinali si sono raccolti li senza che nemmeno me ne fossi resa conto in pochissimi anni.

Facendo un esame dettagliato del contenuto dell’armadio che ho rovesciato in un vassoio ho potuto contare tra i medicinali Scaduti :

  • 2 scatole di aspirina
  • 1 scatola da 30 compresse di antistaminico da cui ne mancavano 3
  • antidolorifici tipo ibuprofene
  • bustine varie

Non Scaduti

  • 4 scatole di paracetamolo in ogni forma esistente nel mondo
  • 3 antibiotici con nomi diversi (scatole a metà o quasi piene)
  • sciroppi per la tosse, mal di gola e co.
  • antidolorifici

In un mondo ideale (ma mi dicono che una volta era così e che in alcuni paesi europei lo e’ ancora!) prescrizione alla mano il farmacista fornirebbe il numero esatto di compresse necessarie a completare la cura invece di venderti una scatola intera.

Nel mondo attuale, o almeno in Italia, sembra che nè a medici (impegnati a vendere sempre l’ultimo modello per compiacere gli informatori farmaceutici) nè ai farmacisti, che forse non possono fare nulla, e men che mai alle case farmaceutiche (se potessero farebbero solo confezioni da 100!) interessi il problema dello spreco di medicinali non scaduti ma inutilizzati e dell’inquinamento da medicinali scaduti che questo sistema causa, esiste pure qualcosa da fare e qualcuno che se ne interessa.

Riguardo ai medicinali scaduti, molte farmacie di Roma , partecipano alla raccolta differenziata mettendo a disposizione i bidoni per la raccolta (in cui vanno inserite capsule libere o blister, non scatole/imballaggi n.b.), come riportato sul sito dell’Ama, dove e’ a disposizione l’elenco completo: http://www.amaroma.it/raccolta-differenziata/1385-raccolta-farmaci-scaduti.html

Credo che lo stesso avvenga in quasi tutte le città italiane.

E per i medicinali NON scaduti? A quanti di noi succede di sapere in anticipo che un certo tipo di medicinale non ci servirà più ben prima della scadenza! Queste medicine, anche nella nostra stessa città, potrebbero essere molto utili a qualcuno.

Alcune iniziative di raccolta dei medicinali NON scaduti esistono, ecco cosa ho trovato:

A Milano, ci sono gli angeli custodi dell’Opera San Francesco, si possono dare a loro: http://www.operasanfrancesco.it/OSF/cosafacciamo/centroraccolta.cfm
Mi hanno scritto che saranno ben
lieti di ricevere i medicinali inviati anche per posta all’indirizzo Via A. da Messina 4, 20146 Milano!


A Ferrara e’ in corso una ottima Iniziativa del Comune chiamata “Ancora Utili”: http://www.comune.fe.it/index.phtml?id=1987

 

 

Riguardo a Roma ho contattato la Caritas che gestisce il bellissimo Poliambulatorio in Via Marsala per sapere se si possono portare là e mi hanno dato una risposta positiva!

“il nostro servizio farmaceutico raccoglie anche confezioni già iniziate e vengono riutilizzate per i poveri della città. Il tuo contributo sarà prezioso.
Siamo in via Marsala 97, orario di apertura: dal lun al ven 16.00-19.00, mercoledì e giovedì anche dalle 9.30-12.30″

Intanto a Grottaferrata e Frascati la stessa Caritas e una onlus locale hanno istituito la campagna “prima della scadenza“.

Se siete a conoscenza di altre iniziative a Roma e in Italia aggiungete un commento!

Per il resto, ad ogni nuova ricetta medica, prima di andare in farmacia apriamo prima l’armadietto delle medicine…:)

Sotto al frigo // Under the fridge

E’ una cosa risaputa, il frigo dei singles e’ spesso praticamente un deserto:

Un aglio solitario giace al fianco di una vecchia carota su un ripiano altrimenti vuoto

Un barattolo smezzato di marmellata sta li dalla scorsa estate

Il latte appena scaduto si affaccia dallo sportello…

Il mio frigo non fa eccezione.Il deserto di Gobi

Ecco perchè la settimana scorsa, mentre cercavo di forzare un sacchetto di spinaci surgelati nel freezer, le cui pareti erano coperte di ghiaccio alto 7 cm, ho deciso di svuotarlo e sbrinarlo per la prima volta!

L’operazione e’ stata molto semplice come potete immaginare:  finiti di smaltire i rimasugli con un ottima pasta alla besciamelle fatta in casa (con carota!)  ero pronta ad iniziare! Ecco come:

0) Per prima cosa potete cogliere l’occasione per leggere le istruzioni del frigo* che non avete mai aperto dal momento che lo avete comprato (se le avete perse potete usare questo post :) )

1) Staccate la spina (questo può suonare facile ma può richiedere un po di abilità se non avete mai spostato un frigo prima)

2)ora prendetevi la prossima ora per scoprire i tesori perduti che riappaiono da sotto al vostro frigo!

3) …ancora 2 minuti per ringraziarel’animale di casa che ha avuto al cura di “salvare” questi oggetti preziosi in questo nascondiglio sicuro durante gli ultimi 3 anni e eventualmente per premiarlo dandogli una ciotola di pappa fresca :)

4) Aspettate (*potete leggere fino in fondo le istuzioni del frigo!) mentre il ghiaccio dell’ultima era glaciale si scioglie (quando le prime stalattiti cadono dalle pareti le potete prendere e buttarle nel lavandino oppure – l’acqua e’ preziosa! – metterle in un innaffiatoio)

5) cogliete, se vi va, l’occasione per pulire gli scaffali con un panno…

Adesso che avete finito forse vi sorgerà una domanda, se siete un pò matti come me: perché dovreste immediatamente riattaccare la spina?!!!

Datosi che:

- Agli e cipolle nonché uova stanno meglio fuori dal frigo (che in ogni caso non evita che se non li mangiare per 2 mesi inizino a germogliare!) …come prova nei supermercati non li tengono in frigo ma su normali scaffali!

- Non avete questa quantità enorme di verdure fresche che rischiano di marcire -in realtà dovete proprio fare la spesa!

- La marmellata anche si conserva , soprattutto d’inverno , su uno scaffale.

potreste decidere di aspettare un pò prima di riattaccare la corrente al frigorigero.

E’ stato così che sono passate due settimane prima che riattaccassi la spina!

Nel frattempo NON ho digiunato!

Ho solo mangiato altre cose (pasta, uova, salsa di pomodoro, tonno in scatola, caffe e biscotti, dolci…)

Qualche volta ho anche comprato verdura fresca che ho cucinato subito dopo.

Solo quando ho deciso che non potevo proprio stare senza formaggi e latte e ne ho comprata una scorta che ho piazzato nel mio frigo-armadio ho finalmente riattaccato la corrente (per l’occasione ho comprato anche gli spinaci surgelati e li ho piazzati belli comodi nel freezer!)

In conclusione questa esperienza mi ha dato degli insegnamenti (soprattutto le istruzioni del frigo…) :

Primo, i frigo sono sopravvalutati, c’è un VERO motivo se la razza umana non si e’ estinta in secoli senza frigo!

Secondo, non tutti hanno bisogno di un enorme frigo (almeno per evitare l’effetto Gobi!) ne di uno super fornito : considerate i vostri bisogni e scegliete il modello per voi: per chi vive da solo un modello piccolo sarà la scelta migliore

Se fate questo investimento in ogni caso ricordatevi di comprare qualcosa ogni tanto altrimenti potrebbe essere piu conveniente andare a cena fuori tutte le sere!

I frigo Classe A+(+++ piu ce ne sono meglio e’) consumano meno ma OGNI frigo funziona meglio ed e’ piu efficiente se viene sbrinato almeno una volta l’anno

Si dice sempre che deve stare a 4 gradi ma anche a 7-8 funziona benissimo e non fa marcire nulla

La temperatura nel frigo non e’ la stessa in ogni punto: sul fondo e’ piu bassa (qui vanno le verdure) -formaggi e uova (se proprio volete metterle in frigo) devono stare sui ripiani piu alti dove la temperatura e’ maggiore.

Il vino bianco in frigo dopo 2 giorni si rovina: l’alcol si separa dal succo d’uva- il vino rosso poi semplicemente non ci deve entrare (va tenuto a 18 gradi).

Infine, ultimo ma non meno importante: se avete perso qualcosa a cui tenevate molto e avete guardato ovunque senza trovarlo non perdete la speranza:c’e una possibilità CONCRETA che si trovi sotto il vostro frigo!

> === <

Hello everybody,

Today I decided to post my blog also in english – so welcome everyone.

It is known to everyone, the fridge of Singles is an almost deserted country:

A lonely garlic lying besides an old carrot on a otherwise empty shelf

An half-emptied jam jar left aside since last summer

A milk brick just run out of date in the doorshelf…

My fridge makes no ecception.

Thats why when last week I tried to push some frozen spinachs in the freezer, whose walls were covered with ice 7 cms thick , I took the decision to empty it and de-frost it.

The operation was quite smooth as you may imagine: after a homemade besciamelle pasta in the oven (with carrots!) I was ready to start!

0) First step you can take this chance to read the refrigerator instructions* you never opened before since the day you bought it (if you don’t have them you can use this post :) )

1) Unplug the wire (this may sound easy but may require some skills in case you never pushed a fridge before)

2) —Take the next hour to discover the treasures lost in the last 3 years under your fridge!

3) –take another 2 minutes to say thank you to the pet in your house who took care of “saving” all these precious items in this secure hiding place in the last 3 years and eventually to reward him/her with some fresh can meal :)

4) Wait (*you can continue to read the refrigerator instructions if you still have them) while the ice of the last Ace-Age melts (when stalactites start to fall from the walls you can pick them up and throw them in your sink or – in order to save water-place them in your watering can!)

5) take this chance, if you feel like, to clean a little bit the empty shelves using a towel

After you’re done a new big question will cross your mind (if you’re a bit crazy like me): why shall you plug the fridge’s wire immediately again?!!!

Given that:

- Garlic and Onions and eggs are better conserved out of the fridge (that does not prevent them from sprouting out any way!) …as a proof you can see that in the supermarket these items are not placed in a fridge but on a shelf!

- You don’t have tonns of fresh vegetables waiting to be saved from rotting – truly speaking you really need to buy something!

- Marmelade and jams , at least in winter time, can be conserved on a normal shelf.

you may decide you can wait some days before plugging it again.

That’s how it happened that I waited 2 weeks before doing this operation!

In the meantime I did NOT diet!

I just ate other stuff (pasta, eggs, tomato, cans, cofee , bescuits, sweets)

In some cases I bought some vegetables and cooked it straight away.

It was only when I decided I really could not live without cheese and milk that I bought and placed it in the fridge-cupboard and I finally inserted the plug again (for the occasion I also bought some frozen spinach and placed it confortably in the freezer!)

In conclusion all this experience (expecially the fridge intructions…) thought me something:

First, fridges are overstimated, there is a TRUE reason if the human race was not exstinguished by centuries without it!

Single do not need a huge (at least to avoid the Gobi-effect!)and overloaded freezer and refrigerator in order to survive: consider your real needs and pick up the best solution for you: for Singles a really small model will be perfect…if you invest in buying a fridge then take care of buying some fresh food some now and then (otherwise going to the restaurant every day might be the cheapest option!)

Class A+(+++the more the better) are more power saving but EVERY fridge works better and is more power saving if you de-frost it at least once a year

The most common temperature is 4 degrees , but also 7-8 will work perfectly to prevent your food from rotting

Temperature in the fridge is not the same in every place: on the bottom shelves the temperature is minimum (you can place here vegetables) – Cheese and eggs (if you still want to place eggs in the fridge) shall be placed on the top shelves where the temperature is higher.

Some items are really better conserved out of the fridge: white wine after a day or two will be spoiled at 5 degrees Celsius (alchool will split from grapes) – red wine simply shall never be put in a refrigerator (shall be served 18 degrees).

And last but not least: if you lost something you really cared for and you looked everywhere and don’t know where to find it don’t loose hope: there is a REAL chance it may be hidden under your fridge!

Perche’ mangiamo gli animali?

Ho scoperto che un autore che stimo molto ha scritto un libro intitolato proprio con questa domanda: perche’ mangiamo gli animali?

Li per li quando l’ho visto ho avuto paura di leggerlo perchè sono stanca di sentire la risposta:

“mangiamo la carne perchè siamo onnivori”

“mangiamo la carne perche’ ci servono le proteine”

“le proteine della carne rossa sono insostituibili!”

“mangiamo la carne perche’ e’ un istinto”

Il mio personale atteggiamento nei confronti di questa domanda e’ che gli esseri umani sono troppo evoluti per non darsi una risposta piu’ articolata: mangiare carne animale non e’ necessario agli esseri umani di questo secolo, la mangiamo per abitudine.

Un dato di fatto e’ che l’umanita’ – in particolari la parte dell’umanità ricca – ne consuma troppa, sicuramente ben oltre il suo pluri-citato “fabbisogno di proteine”.

E’ vero, la carne ha costituito per molti secoli il principale sostentamento di molti abitanti di zone in cui l’agricoltura non era florida, ma e’ diventato nel dopoguerra (1945) soprattutto un cibo “pregiato” simbolo per molti del nuovo “benessere” acquisito dopo la carestia: mangiamo carne in abbondanza perche’ finalmente ce lo possiamo permettere.

Ma la verità è che non possiamo permettercelo.

Il consumo attuale dell’umanita’ di carne da animale di allevamento non e’ sostenibile per il pianeta.

D’altro canto non ci sono piu zone del pianeta in cui alternative proteiche alla carne non siano disponibili.

Queste due considerazioni dovrebbero da sole bastare per far scegliere agli esseri umani guidati da ragione di intraprendere un percorso di riduzione del consumo di carne e vegeterianesimo.

Personalmente ho iniziato col ridurre l’acquisto della carne.

Ho iniziato smettendo di comprare la carne dal bancone del supermercato (provenienza da filiera sempre piu lunga, ormoni sempre piu alti, condizioni di allevamento sempre piu disumane sotto l’occhio di tutti)

e a rivolgermi agli allevatori diretti della mia zona. Sono andata nelle fattorie, ho visto le mucche degli allevamenti “bio” : animali malinconici dietro dignitosissimi steccati con prati a disposizione, amati e curati da chi poi li macella e li vende, e ci fa prosciutti e salami.

Personalmente ho preso una strada che per me non ha avuto ritorno: ho smesso di comprarla. Dopo averli guardati negli occhi, anche i piu “felici” di loro, ho smesso di mangiarli. Ma la mia e’ una scelta personale, non mi sento migliore di chi mangia carne né pretendo di convertire istantaneamente gli altri.

L’unico appello che mi sento di fare e’ che ognuno si prenda un po di tempo per riflettere e decida di ridurre il consumo di carne: una o due volte a settimana sono piu che sufficienti ad un essere umano adulto. Per chi non si sente di appartenere allo stesso pianeta dei “vegani”, sostituire la carne per altro e’ davvero facilissimo: uova, latticini, legumi forniscono alla nostra dieta tutte le proteine di cui abbiamo bisogno.

Ridurre il consumo di carne e’  la prima delle scelte consapevoli, altruiste e possibili che la nostra specie deve fare nel rispetto del proprio pianeta, degli altri esseri umani , delle altre specie, o anche solamente per egoismo e istinto (questa volta si) di conservazione.

Dopo di che la strada e’ lunga, ci sono infiniti passi da fare:  mi piacerebbe vedere la civilissima Europa, ad esempio, approvare qualche legge per vietare l’allevamento intensivo (leggi la tortura) degli animali. Non bisogna porsi limiti. Bisogna essere fiduciosi.

“Fatti non foste a viver come bruti ma per seguire virtute e conoscenza”

P.S. Credo che l’autore del libro di cui sopra (J.S.Foer ndr) , comunque,  sia d’accordo con me. Anzi me lo compro subito :)

Ritorno alla terra

“Back to the Earth” e’ un libr0 di Vandana Shiva, una donna indiana che ho visto per la prima volta in televisione ospite di Fazio a “che tempo che fa” e che parlava di argomenti che mi stanno a cuore: la biodiversita’ , la globalizzazione , il peak oil: ha nominato il libro (Ritorno alla Terra, Fazi Editore) e sono andata in libreria a comprarlo.

Se vi capita di vederla sappiate che questa donna e’ molto di più di una simpatica signora in abiti tradizionali indiani: la si potrebbe definire una attivista di un movimento ecologista, una femminista, una guru: e’ prima di tutto una scienziata e sicuramente e’ una autorità in India in materia di difesa del territorio, economia sociale, agricoltura e biodiversità.

Vandana ha fondato nel suo paese una organizzazione chiamata Navdanya che e’ una cooperativa di poccoli coltivatori (piu’ di 500.000 famiglie di coltivatori in 16 stati dell’India) che ha letteralmente la missione “di proteggere i diritti umani e della natura alla conoscenza, la biodiversita’, l’acqua e il cibo”.


Navdanya (letteralmente : nove semi) e’ anche una vera e propria “banca dei semi” per preservare e diffondere il patrimonio costituito dalla enorme varietà di sementi adoperato tradizionalmente dai piccoli coltivatori Indiani, che è stato messo a repentaglio dall’avvento della cosi detta “Rivoluzione Verde” (il nome, non fatevi ingannare, e’ una beffa!): l’applicazione con l’appogio governativo e su larga scala dei nuovi metodi di agricoltura industriale importati dai paesi occidentali – in pratica imposti agli stessi paesi dalle multinazionali (Monsanto, Cargill) che impongono agli agricoltori le sementi (rigorosamente “sterili”) che si devono usare.

Il cuore del libro e’ proprio l’analisi di questo confronto: Agricoltura Industriale vs. Agricoltura locale : un confronto sulla vera sostenibilità dei due metodi di produzione, basato su dati e statistiche e quindi molto serio e concreto.

Non e’ solo la “Agricoltura Industrializzata” ad essere analizzata, ma anche l’Industria del “Bio”, termine abusato al giorno d’oggi, l’industria dell’Auto, l’Allevamento Intensivo e il traffico dei “certificati verdi” tra paesi industrializzati che e’ il vero punto debole del “protocollo di Kyoto”: un meccanismo per il quale le emissioni di CO2 di un paese sono “scontabili” se lo stesso acquista questi particolari “buoni sconto” da chi inquina meno!

Ritorno alla terra e’ un vero testo di base per chi voglia farsi una idea piu consapevole, e costruttiva, su quale sia la vera sfida che attende l’umanita, per rendere la sua vita su questo pianeta davvero “sostenibile” tenendo a mente quello che Einstein sosteneva e che la dott.ssa Shiva ci ricorda:

“Non si puo risolvere un problema usando lo stesso schema mentale di chi lo ha creato”

Da non perdere!

Fine d’anno

Oggi vagavo per i banchi del supermercato, si lo ammetto proprio una volgare Carrefour, circondata da miei simili alla ricerca di quello che manca per la cena di domani, o solo di quello che serviva per il pranzo di oggi.

Tutti i pomodori Ciliegino erano in solide scatole in plastica, tutte le verdure anche le sfuse per essere portate via devono obbligatoriamente essere imbustate, per invogliare i piu pigri addirittura alcune sono state preimbustate dalla stessa azienda e sono cosi “take away”…con in po’ di abilita’ si può etichettare un porro senza imbustarlo o una carota tutt’al piu (se si sopporta lo sguardo malevolo della cassiera al momento di passarlo: ma come lo porta via cosi?!! (ma si sporca!) – come se fino a un attimo prima nella pila con gli altri fosse una verdura linda…)

Passo al banco dei formaggi – quelli “da banco” appunto. L’impiegato mette anche un etto di ricotta in delle enormi vaschette di plastica (depressione) , se gli chiedi di usare una vaschetta piu piccola di alluminio prova a dirti che l’altra e’ piu comoda ma poi ti accontenta, i formaggi tipo cacio sono stati già pretagliati e confezionati in formato unico di 1/4: dico che io sono da sola e ne vorrei meno: il poverino risponde che hanno ordini dalla direzioni di farli tutti uguali cosi(siamo impiegati noi). Poi fa un eccezione e ne taglia un pezzo a meta’!! (mitico e rivoluzionario) Lo ringrazio e passo oltre.

Salto carne e surgelati, i surgelati li compro a volte ma oggi si gela! vicino alle casse ci sono le bottiglie in offerta : a pochi euro puoi portare via una bottiglia di prosecco buono… ci sto pensando ed ecco che arriva mister miliardo e mette nel carrello tutte le bottiglie!!! Non posso crederci , vado alla cassa con le mie 3 cose e bypasso tutti i cartelli che invitano a prendere i sacchetti di plastica: da Febbraio a quanto pare saranno fuori legge: quindi bisogna disfarsene!! La signorina mi chiede comunque “Non vuole un sacchetto?!” “No, grazie” dico io sorridendo e mettendo le cosine nella borsa (sacrilegio!!) Buon Anno anche a Lei.

 

Succo di Mela – Bloomie!!

Santa Luthia è un marchio nato da circa 3 anni, porta il nome di una frazione del Friuli.

I succhi non sono mai ottenuti da concentrati.

I nostri succhi da 1,5 Litri vengono ottenuti tramite la Sola Pressatura di 3 Kg

di Mele Friulane senza l’aggiunta di coloranti, conservanti, aromi,zuccheri o acqua.

http://www.santaluthia.com/Santa_Luthia_Srl/Home.html

Per ora lo trovate solo a Padova, in alcuni fruttivendoli, alimentari..

Ma aiutiamoli ad espandersi!!

Fatevi avanti negozianti, enoteche, locali, palestre, bistrot!!