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io e il mio frigo, l’influenza & co.

Ebbene ho ceduto: ho riacceso il frigo oggi 28 Febbraio , con un giorno di anticipo sul piano: e’ stata una decisione difficile, ma credo giustificata dall’emergenza…

Da Domenica dopo il voto ho l’influenza (si lo so che state pensando che sia stata causata dall’emozione delle elezioni, i cui risultati l’hanno di sicuro acuita…!), orrore, all’inizio ho usato rimedi piu’ o meno naturali: agrumi , zenzero (grande! anche quello candito!), sciacqui acqua e sale, solo il Paracetamolo  x controllare la febbre: ieri pero’ c’e stata l’escalation: l’orrendo morbo ha vinto scatenando un febbrone da cavallo e ho ceduto alla chimica: il medico (da cui oramai devi andare TU anche se stai x morire perche’ non viene piu’ lui)  mi ha prescritto antibiotico(meno male che la confezione contiene giusto 5 compresse), calmante per la tosse (costosissimo fluimucil con 30 compresse di cui ne usero’ 3 grazie tante!!), disinfettante per la gola, spray , gocce per il naso : 25 euro sudatissimi in farmacia (devo esserci arrivata in condizioni pietose che al farmacista ho fatto pena….) : ora sono in mano alla chimica, ma non ho ancora capito se sto meglio, in realta’ posso solo dire di averle provate tutte…

Fatto sta che Martedi’ e’ arrivata a casa la Zolla, e  a causa del morbo io non possa mangiare verdure: quindi oggi ho deciso di riaccendere il frigo per evitare un colossale spreco, tanto la deadline era domani 1 Marzo… ecco qui come si presenta ora:

foto (2)

le verdure sono nel cassetto di sx e a destra la frutta, poi ce un pezzetto di pecorino che era nella zolla fatta da loro che sono bravissimi, ad Anguillara, e il pesto buonissimo che non ho resistito ed ho aperto il pesto di ROSSI sempre nella zolla

poi ci sono gli yogurt che mi ha portato il paponzo infermiere, e nel freezer la torta rustica che avevo fatto con la cicoria martedi, pensando di star meglio… ho fatto la pasta brisee senza il burro ed e’ venuta proprio buona usando questa ricettina qua

Cosa ho imparato dall’esperimento?

Devo dire che e’ stato un successone: il frigo NON e’ necessario ( del resto un sondaggio di cui hanno parlato in TV di recente dice che il frigo e’ solo in 4) posizione in Italia come elettrodomestico posseduto dagli Italiani (non riesco a capire perche’ al primo posto ci sia il ferro da stiro!!! in effetti io NON lo uso ma lo possiedo… dovrei decidermi a venderlo al Mercatino… )

Certo al latte fresco e ai surgelati dovete rinunciare ma TUTTE le cose che si possono tenere in frigo possono sopravvivere benissimo fuori dal frigo, come ho sperimentato personalmente con queste tempistiche:

– Patate (in borsa di Juta o al buio), Cipolle , Agli, Scalogno etc. : a tempo indefinito  (ho deciso infatti di tenerle SEMPRE fuori d’ora in poi)

– Uova e formaggi stagionati: una settimana tranquillamente, il pecorino anche di piu’ , magari meglio se in un recipiente di ceramica

– Frutta e Verdure fresche (quelle della zolla arrivano che sono di giornata altrimenti dovete sommarci i gg di esposizione al supermercato..io ho fatto il confronto con una carota del supermarket che dopo 2 gg era gia’ cadavere…) come cavoli / mele /arance : fino a 7 gg, le mele anche 9 giorni, anzi la frutta e’ piu buona se non e’ gelida di frigo , quindi vi consiglio cmq di tirarla fuori qualche giorno prima (una ciotola di natura morta e’ anche bella :))

– Verdure a foglia / insalate: queste vanno mangiate subito: 1 giorno , al massimo 2, ma iniziano ad appassire e c’e un po di spreco (certe scorpacciate di insalata!!)

– Yogurt /burro : 1-2 gg: io li ho messi fuori la notte (facevano anche 2 gradi) e cmq vicino alla finestra aperta

Adesso che sono tornata all’uso del frigo, ecco quello che cerchero’ di fare, come buon USO dell’armadio del freddo:

– Non comprare mai scorte eccessive di verdura fresca: come nel mio caso attuale basta una influenza che prenda lo stomaco per non poter mangiare quanto preventivato

– Non accumulare mai barattoli smezzati in fondo agli scaffali: meglio finire la marmellata in corso anche se ci ha deluso e ne abbiamo una chiusa piu’ buona nuova: resistiamo , o se fa proprio schifo meglio buttare che tenere una mummia in frigo…

– Puo’ essere un’idea tenere in frigo farinacei come il pangrattato, a rischio nel suo stipetto

– Congelatore: visto che ce l’abbiamo usiamolo per congelare le mezze porzioni di piatti cucinati e non finiti, o le fette di pane ( se vivete da soli sapete che qualsiasi filone o mezzo filone e’ troppo x una persona sola…)

– Un check up con pulizia e sbrinamento, magari facendo a meno del frigo x qualche giorno, magari non per forza DUE MESI ( sono buona…), e’ un SANO esercizio per capire meglio i vostri consumi : per me lo e’ stato!! (ed e’ consigliato anche nel libretto di istruzioni …!)

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Ma sai cosa ti spalmi? Dove vai se l’INCI non ce l’hai?!!

Da quando sono piccola mia mamma mi ha insegnato a lavarmi tutte le sere il viso con latte detergente, tonico e a  mettere poi la crema idratante: il suo motto e’ circa: “la vera differenza non sta in che crema metti, ma tra il metterla e il non metterla”

Negli anni ho cercato di seguire il suo consiglio: ad un certo punto ho avuto la mia crisi da primo stipendio /prevenzione rughe/duty free e sono stata per alcuni mesi in balia dei Brand:  Clinique /Este’ Lauder/ Lancome /Chanel hanno regnato su di me.

La mia pelle ha reagito in modo vario:  in particolare ricordo un rush cutaneo con bolle rosa dopo aver messo la crema “Primordial” di Lancome (l’avevo comprata in Ticino perche’ in Italia ancora non si vendeva! Sperimentale!)

BEWARE!! Toxic

BEWARE!! Toxic

Dopo aver raggiunto l’apice della follia  (vasetti smezzati di cremine da 50-100 euro che andavano a male) ho cominciato a reagire:

dapprima ho diminuito per motivi economici, poi ho cominciato a scegliere prodotti piu’ “naturali” e consolidati , diciamo meno all’avanguardia , per evitare reazioni ignote della mia faccia: mi sono avvicinata a Clarins, con il suo mondo di “formulazioni vegetali” e sono diventata rapidamente monogama: avevo tutta la filiera: crema giorno /notte/ latte detergente /tonico/ fondotinta

Poi ho cominciato a farmi piu’ domande (e a scrivere questo blog):

Quali cosmetici sono testati sugli animali?

Quali cosmetici NON contengono ingredienti testati su animali?

Quali cosmetici NON contengono ingredienti di origine animale?!

E che succederebbe se mandassi all’inferno i brand dei cosmetici e cercassi delle vere alternative che hanno le caratteristiche di cui sopra?

Sono entrate nella mia vita case cosmetiche piu’ serie e trasparenti e meno commerciali, con delle certificazioni e dei principi , come:

Weleda, Wise, Lush (attenzione qui sono i cosmetici contrassegnati dalla V sono privi di elementi di origine animale…), ultimamente ho preso lo Shampoo di Bjobi all’avena, e’ buonissimo.

Negli ultimi mesi mi sono anche chiesta:

E se ripartissimo dagli ingredienti naturali veri per nutrire la nostra pelle?!

Ho provato a idratare il viso e il corpo (dopo la doccia , sulla pelle bagnata come l’olio Johnson) con l’Olio di Mandorle della farmacia e il risultato e’ stato fantastico!! Immaginate la mia sorpresa quando sono andata in farmacia e ho scoperto che costa molto meno quello puro al 100% che quello “tagliato” con alcool e profumi vari! Incredibile vero?! (andate in farmacia e chiedete l’olio puro al 100% per “uso farmaceutico” e scoprirete che costa 3/4 euro a boccetta!) – l’olio di Mandorle (o di Argan, o di Jojoba, ancora non li ho provati) si puo’ usare anche x fare un impacco ai capelli prima dello shampoo (1/2 ora e poi lavate, e potete buttare il balsamo)

Olio di Mandorla Uso Farmaceutico Marco Viti

Olio di Mandorla Uso Farmaceutico Marco Viti

Ho scoperto il potentissimo “Burro di Karite'” : si vende in barattolini e  si scalda con le dita sul palmo della mano: dopo pochi movimenti si trasforma in una crema comodissima da applicare, che super idrata qualunque superficie dalle dita desquamate dal freddo agli zigomi ai gomiti e in piu’ cura le ustioni!! (provate a prendere la piastra dei capelli con le mani e poi spalmatelo sulla scottatura: sarà quasi come non essersi mai bruciati! ;))

Quella dei cosmetici e’ una vera Lobby, ci vende a carissimo prezzo il mito dell’eterna giovinezza, e pochi Ml di pozioni di ingredienti ignoti e tossici a peso d’oro.

Ma lo sappiamo cosa ci spalmiamo?

Nella mia ricerca , che e’ ancora agli inizi, ma che consiglio a tutti di intraprendere, ho da poco tempo un alleato prezioso: e’ un sito che mi ha consigliato una amica:

http://www.saicosatispalmi.it: su questo sito, oltre a molti prodotti interessanti , seguendo il percorso –> Forum –> Eco-Indice degli argomenti si trova il Database degli INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients), gli indici dei componenti di ciascun prodotto: dalla A alla Z per marca potete vedere cosa contiene il prodotto che ogni giorno vi spalmate in faccia / sul corpo / sui capelli:

Facciamo una prova, proviamo a vedere cosa contiene un prodotto di successo da me amato in passato e che ancora adopero perche’ non e’ finito: il fondotinta Teint Heute Tenue di Clarins:

INCI Clarins

Che sono tutti quei componenti rossi?! In questo caso saltano all’occhio tutti quelli in “-ONE”: si tratta di Siliconi: “polimeri la cui struttura chimica di base è costituita da una successione di atomi di silicio e di ossigeno.” senza fare terrorismo possono creare reazioni allergiche e il loro uso (in particolare del Dimethicone) e’ sconsigliato in gravidanza e un motivo ci sarà…

Ora capisco perche’ quel  sentore di irritazione sulla faccia dopo averlo messo e il sollievo dopo averlo levato via col latte detergente (di cui devo ancora finire la bottiglia e ho quindi paura di leggere la composizione) – non lo comprero’ mai piu’

E non basta andare in erboristeria e fidarsi del bla-bla della commessa: magari e’ in buona fede ma l’Erbolario la copre di regali e finisce per consigliarti di comprare una “falsa buona” come questa crema al “polline di fiori” (falsi e bugiardi):

erbolario

In questo caso si vede che oltre al caro Dimethicone, molti rossi sono i Parabeni, da oltre 50 anni come conservanti nell’industria cosmetica, farmaceutica, e alimentare per le loro proprietà battericide e funghicide. Il loro uso quotidiano e’ contestato, soprattutto in Francia, perche’ interferiscono con il nostro sistema endocrino. 

Eppure piano piano , con l’aiuto delle informazioni in rete su un sito fantastico come questo , cambiare e’ possibile:

Dato che l’olio e il burro di karite’ sono un po’ troppo idratanti per il mio viso soprattutto di giorno ho comprato una nuova crema per il viso, questa volta dopo aver letto il sito in cui si dichiara di NON testare sugli animali e dopo aver letto l’INCI: e’ la crema “Rose Cream Light” del Dr Haushka (ne avevo sentito parlare la prima volta dal mio amico Leo Hickman, parlando della moglie…!), ecco cosa contiene:

Haushka

 

Meglio no?!! Tra l’altro ho poi scoperto che e’ famosissima tra le star (mica sceme le ragazze ;))

Mi sembra di avere finalmente piu’ strumenti per progredire: per ora il mio consiglio e’ uno solo: leggete in rete e nel DataBase che cosa avete intenzione di spalmarvi addosso, perche’ la presa di conoscenza e’ fondamentale: osserverete un enorme differenza quando comincerete ad adoperare sostanze meno ostili e piu naturali:

pelle meno irritata e piu’ rilassata, nutrita e in salute

capelli piu forti e lucidi

Non c’e da stupirsi, il corpo reagisce alle aggressioni e sa apprezzare se fate qualcosa per aiutarlo.

La ricerca e’ lunga ma sarà piena di soddisfazioni.

Lasciate alla stazione i vari colossi della cosmetica.

Buon viaggio.

Abbiamo passato gia’ troppo tempo a far finta di non vedere…

I’m nearly great / But there’s something missing / I left it in the duty free / But you never really belonged to me / You’re not the only one /Staring at the sun / Afraid of what you’ll find / If you step back inside / Not just death and dumb / Staring at the sun /  Not the only one /Who’s happy to go blind (U2/ Staring at the Sun)


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IL “FOOD WASTE” e LA TIGNOLA

  1. Waste in inglese vuol dire “spreco”, “perdita”: se una cosa non vale la pena di essere fatta si dice che e’ un perdita di tempo,  “a waste of time” i rifiuti indifferenziati in Inghilterra si chiamano ufficialmente “general waste”
  2. Secondo un report della FAO del 2011  si stima che ogni anno la quantità pro capite di CIBO SPRECATO da parte dei consumatori in Europa e Nord-America sia di 95-115 kg/ anno (l’Italia e’ il terzo paese d’Europa per lo spreco alimentare) in pratica UN TERZO del cibo prodotto nel mondo e’ sprecato.

Sono tempi di crisi. Non si parla d’altro. A nessuno piace sentire notizie come queste: cibo buono che si spreca, frutta e verdura lasciate nei campi (perche’ ai produttori conviene piu’ spesso lasciarlo li piuttosto che venderlo alla grande distribuzione o perche’ si tratta di frutta “imperfetta” non adatta al banco del supermecato!), cibo avanzato nelle mense e nei ristoranti che ogni giorno  si butta.

Eppure questo e’ lo stato attuale del nostro sistema, nel quale c’e molto da migliorare.

Quando ero al liceo una mia amica lavorava da McDonald e mi diceva che se un panino pronto non veniva venduto in pochi minuti avevano l’ordine di buttarlo! La notizia mi colpi’ non poco:  aveva un valore cosi’ basso il cibo da poter essere sprecato cosi’ rapidamente? Ancora ricordo uno degli ultimi panini da me consumati al fast food: essendomi distratta in chiacchiere e addentandolo dopo qualche minuto si era in effetti trasformato in qualcosa di duro e immangiabile simile alla plastica (come del resto dimostro’ qualche anno piu’ tardi un geniale consumatore-artista con il suo Happy Meal Project di cui parlai in questo post)

Il punto pero’ e’ un altro: lo spreco si svolge ogni giorno sotto i nostri occhi: c’e qualcosa che possiamo fare?

Comprare dai coltivatori diretti e non dalla grande distribuzione puo’ essere un passo avanti, e poi?

Alla mensa del posto in cui lavoro vedo restare sui vassoi ogni giorno gran parte del cibo che la gente ha preso: certo in gran parte e’ dovuto al fatto che la qualità e’ molto bassa:  ma non posso fare a meno di pensare: che fine farà? Quando in cucina tornano i vassoi mezzi pieni, ci sarà qualcuno a collezionare i rimasugli o viene tutto buttato? Panini smezzati, piatti di verdura, frutta integra, porzioni intonse: che fine fanno?

Ho scoperto che una alternativa allo spreco esiste già: un grande istituzione come il Banco Alimentare offre alle aziende che hanno una mensa di aderire al programma di raccolta cibo “Siticibo” ( il programma e’ attivo in tutta Italia):  il cibo in eccedenza /cucinato e non mangiato ogni giorno nelle mense (ma anche  nei ristoranti) , opportunamente conservato, viene raccolto dai volontari del Banco e da loro ridistribuito alle mense di enti caritativi sul territorio!

Grandi!! Ora bisogna solo convincere tutte le aziende /scuole/ospedali/ristoranti ad aderire: facile no? Ci vorrebbe un decreto legge.

E noi semplici consumatori che possiamo fare nel quotidiano per evitare gli sprechi?!

Chi di voi non ha mai buttato nell’immondizia un pezzo di pane raffermo, qualche reperto ammuffito rimasto in un angolo del frigo, barattoli di marmellata coperti da quel bel velo di muffetta e cosi’ via?

Senza ripetermi e parlare ancora del frigo (l’esperimento di farne a meno continua e sta andando alla grande! ( il ragazzo del supermercato si e’ abituato a vedermi comprare una verdura al giorno 😉 ) vorrei condividere quello che ho imparato domenica scorsa quando ho pensato bene di cercare il barattolo dei ceci secchi nel pensile della cucina:

Il barattolo era un po’ dietro , diciamo che le cose stavano un po’ strette e che ho dovuto iniziare a tirare fuori un pezzo alla volta e il risultato e’ stato devastante:

pacchi smezzati di pasta con scadenza nel 2011, 1 kg di farro bio, mezzi pacchi di farina: tutto colonizzato da simpatici insettini simili a farfalline : insomma un disastro.

Ad una analisi ravvicinata e dopo un confronto all’americana su questo sito trovato e grazie a Google le creaturine si sono rivelati come esemplari di Sitotroga cerealella (tignola del grano) : simpatici parassiti che si nutrono di farina e altri cereali nonche’ celebrita’: sono quelli citati anche nel Vangelo di Matteo  6,19 “non fatevi un tesoro sulla terra dove la tignola e la ruggine consumano..” (e non si trattava di un sinonimo di “ruggine”!)

Sitotroga cerealella (tignola del grano): l'avete vista?!!

WANTED Sitotroga cerealella (tignola del grano)

Ho cominciato a buttare tutto : alla fine il risultato e’ stato questo pacco bello pieno di cibo sprecato:

Le "vittime"

Le “vittime”

e pochi supersiti:

un paio di pacchi di pasta smezzati apparentemente non in scadenza ne colonizzati, un paio di pacchi nuovi sigillati di pasta non scaduta, qualche scatoletta di tonno o altra scatola sigillata e nuova.

Ho pulito il pensile a specchio e disinfettato e ci ho riposto i pochi superstiti, tranne i pacchi di pasta aperti che ho messo sul tavolo di cucina: un banchetto simile a quello del Carrefur (in questo caso davvero bravi a istituirlo!) con i cibi in scadenza a prezzo dimezzato: un promemoria in caso mi dimenticassi di quale pasta e’ meglio fare per prima!

Ma come posso evitare di ricadere nell’errore? Come possiamo salvare i nostri stipetti da terribili insetti infestanti ed evitare lo spreco?!!

Ecco il mio piano di azione ispirato dal decalogo che ho trovato in questo meraviglioso articolo che traduco / arricchisco con rimedi personali:

1.  Buttate via subito tutta la farina/pasta/cereali infestata dagli insettini (fatto!)

2. Pulite lo stipetto in questione col sapone e non usate MAI insetticiti dove tenete il cibo (fatto!)

3.Dopo aver pulito lo STIPO incriminato controllate TUTTI i POSTI dove conservate CIBI SECCHI: gli insettini viaggiano da uno stipetto all’altro e potrebbero tornare subito anche dove avete gia’ pulito! (da fare: buon WE!)

E ora vengono le SOLUZIONI:

4. Quando comprate  farina/cereali/pasta compratene in piccola quantità (questo sarà la mia regola d’oro da oggi in poi:  non ho certo un  consumo veloce di pasta /cereali vivendo da sola e pranzando 7/7 fuori (eh si quando non vado a lavoro vado a pranzo o fuori o da mamma e papa’ confesso)

5. Quando comprate farina/cereali/pasta scegliete negozi che hanno un tempo di permanenza sugli scaffali basso (il tempo di permanenza sugli scaffali a casa e in negozio deve essere minimizzato questo e’ chiaro : perche’ prima o poi in ogni farina nasceranno gli insettini!)

6. Gli insettini sono attratti dagli ambienti caldi, chiusi e bui: amano i vostri stipetti! Quindi: via tutti i suddetti prodotti FUORI dagli STIPETTI! : E’ bene scegliere UN LUOGO AREATO E FRESCO DELLA CUCINA per conservarli

7.  I contenitori di plastica o carta possono andare bene per poco tempo: col tempo gli insetti possono fare dei buchi ed introdursi: i recipienti migliori sono barattoli di VETRO con chiusura con sigillo di GOMMA (ad ogni modo si puo’ controllare per primo il sigillo di gomma x vedere se ci sono insetti che hanno provato ad entrare… brrrr)

Ecco qua la mia nuova organizzazione dei farinacei:

Lenticchie Pangrattato e Farine

Lenticchie Pangrattato e Farine

E il mio cesto del 50% prodotti in scadenza:

50% prossimi alla scadenza

50% prossimi alla scadenza

Per concludere vi lascio l’ultima regola del decalogo:

7. non angosciatevi se pensate di aver mangiato per sbaglio cereali con dentro qualche larva di insetto : non sono dannosi per la salute! (in pratica: non ci pensate piu’: quel che non strozza ingrassa!)