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Sulla schiavitù

Qualche anno fa ho smesso di mangiare la carne, ho semplicemente smesso di ignorare quella voce nella mia testa che mi diceva che era sbagliato , che mi diceva quello che ha detto meglio di tutti Morrisey , “is death for no reason, and death for no reason is murder” (e’ morte senza motivo, e morte senza motivo e’ un delitto) da quando ho iniziato a vedere la situazione per quella che e’ , mi e’ diventato chiaro, che gli esseri nel mondo piu’ maltrattati e i cui diritti sono maggiormente violati , sono gli animali.

Al telegiornale di oggi , si parlava di come ,una volta tanto, hanno arrestato due persone che costringevano in schiavitù altre persone, mendicanti, tenendoli a pane ed acqua, prigionieri e obbligandoli a elemosinare, picchiandoli se non raccoglievano almeno 30 euro al giorno.

Io compro sempre piu’ raramente il latte, e sempre da allevamenti biologici, e i formaggi da piccoli produttori, di preferenza biologici, ma mangio ancora fuori casa i formaggi industriali.

Questa sera ero al supermarket e ho comprato un pezzo di formaggio, mi e’ sembrato un buon formaggio , una pregiata fontina dalla valle d’aosta: a casa l’ho mangiato , e’ buonissimo.

Ma non riesco a smettere di pensare: come stanno le mucche che hanno prodotto il latte per questo formaggio?

Sono amate e rispettate dal loro allevatore, possono pascolare in dei bei prati (in valle d’aosta ce ne sono tanti) , mi dico forse si… eppure la mungitura attaccate alle macchine deve essere una tortura… quante ore al giorno la devono sopportare? Certo se poi tutto il tempo sono libere di pascolare (cerco di giustificarmi) non e’ cosi’ male… forse e’ come dirgli: sopporta un po’ di sofferenza al giorno in cambio ti do da mangiare… ma (aspetta, ecco l’obiezione) in nome di che cosa la sofferenza puo’ essere giustificata? In nome di quale rapporto di amore/aiuto reciproco sarebbe giusto chiedere un sacrificio a chi amiamo, per noi , solo per una delle due parti? Non e’ di amore che stiamo parlando: ma di prigionia, di schiavitù: i carcerieri siamo noi, e gli animali sono gli schiavi.

Ci sono di certo allevatori che amano gli animali, ci sono di sicuro, quelli che cercano di farli stare bene, di non farli soffrire, di farli vivere bene: ma la condizione anche degli animali che hanno questi padroni, comunque piu’ fortunati di tanti loro simili, la condizione di questi animali rimane schiavitù.

Proprio stasera mi e’ capitata di leggere la storia della presa di coscienza di uno di questi allevatori, ed e’ veramente una persona illuminante, che ha il potere di saper mettere i pensieri in parole, si chiama Bob Comis: ed ecco come racconta di aver preso coscienza del problema:

Allevare umanamente e uccidere i maiali sembra perfettamente normale. Per poter vedere la verità devi guardare di traverso, proprio come fa il maiale, quando sa che non stai per fare niente di buono: quando guardi con la coda dell’occhio, nella tua visione periferica, vedi che la carne e’ in realtà un delitto (Leggete qui la sua e altre belle storie come la sua, in particolare quella di

Cheri Ezell ex allevatrice di animali da latte)

Bob sta diventando vegano e io so perchè lo fa e so che e’ giusto e lo so perchè in effetti la logica non ammette tregua.

Per produrre i formaggi che io tanto amo e a cui non riesco a rinunciare, anche scegliendo i “migliori” produttori che usano latte proveniente dai “migliori” allevamenti, per poter permettere a me di mangiare quei formaggi e’ necessario tenere in schiavitu’ un animale, prendere il suo latte, che sarebbe destinato ai suoi cuccioli, prenderlo procurando sofferenza (e non solo la sofferenza della mungitura, anche quella della separazione dai piccoli …)  : non riesco a non parafrasare Morrisey: “e’ sofferenza senza motivo, e la sofferenza senza motivo e’ schiavitu’, e la schiavitu’ e’ un delitto”

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I biscotti a km0

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A Roma c’e’ una fabbrica di biscotti abbastanza celebre , la Gentilini.

I romani lo sanno perché’ i supermercati e gli alimentari di tutta la città sono pieni dei loro biscotti /fette biscottate etc.

A prima vista possono sembrare prodotti industriali paragonabili a quelli del Mulino Bianco Barilla, ma non stiamo parlando della stessa scala di affari.

Anche se non si tratta del forno di quartiere, Gentilini e’ una fabbrica che ha ancora dimensioni umane.

Certi giorni in zona Tiburtina si sente un profumo di biscotti nell’aria: e’ il segno che alla Gentilini (che si trova esattamente sulla via Tiburtina poco dopo il GRA) hanno infornato i biscotti!

A fianco della fabbrica vera e proprio c’e una piccola casetta bianca, e’ lo spaccio

L’ingresso e’ aperto a tutti, e dentro ci si trova davanti a dei veri tesori!

Se e’ stato oggi o da poco giorno di cottura, in alcune ceste , troverete buste di biscotti sfusi: si tratta dei famosi “biscotti ROTTI”: si sono spezzati durante la cottura e non sono piu’ vendibili nelle confezioni ufficiali: ma per tutto il resto sono perfetti!!! Molto spesso di davvero spezzati ne troverete una percentuale minore della metà!
La bontà comunque non e’ stata affatto spezzata, caso mai il prezzo!

Altre cose che troverete allo spaccio sono:

i prodotti “speciali” della fabbrica : marmellate, miele, conserve

Confezioni famiglia e da regalo (scatole di latta, scatole di pasticcini, riedizioni speciali)

In alcuni casi se siete fortunati troverete confezioni all’ingrosso! L’ultima volta ho riportato a casa uno scatolone con 18 confezoni di Osvego (biscotti al burro e miele) venduto a 1/2 prezzo perche’ “ammaccato” (io non ho capito dove….!!!)

per finire in un particolare periodo dell’anno (questo!) troverete anche il panettone: niente a che vedere con quelli industriali e’ davvero buonissimo! Non lasciatevelo sfuggire!!

Insomma se siete a Roma in zona Tiburtina non perdetevi un tuffo nella tradizione della città

Antica Fabbrica di Biscotti Gentilini

Via Tiburtina 1302
00131 Roma

da Metro B Rebibbia Bus 40, 41, 43 (fermata Tiburtina Sambuci)


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Eco+Sol+Pop!

Ciao a tutti! Una amica mi ha segnalato questa iniziativa a Roma per il 5-6 Gennaio 2013.

Si tratta di un “mercato NON mercato” a cui parteciperanno numerosi produttori diretti della zona di Roma

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tra cui:

  • Fattoria Savino Una fattoria nella zona di Aprilia che produce Frutta e Verdura in modo 100% naturale e tradizionale
  • Agricoltura Nuova Azienda Cooperativa agricola che mette i suoi prodotti a disposizione di numerosi GAS di Roma , gestisce il ristorante “Campo Boario” presso la Città dell’Altra Economia e che si puo’ visitare in Via di Val di Perna 315 (zona via Pontina/Spinaceto)

Ci saranno inoltre prodotti del commercio equo e solidale, baratto, e artigiani del riuso e riciclo.

L’evento, che segue un evento simile che ha avuto luogo in concomitanza con la inaugurazione della nuova Città dell’Altra Economia il 2 Dicembre,  e’ organizzato dal Laboratorio Urbano RESET e da SCuP (acronimo di Sport e Cultura Popolare) nei locali di quest’ultimo (Via Nola 5 /Metro San Giovanni) ovvero i locali dell’ex Motorizzazione Civile

Quale modo migliore per iniziare bene il nuovo anno che fare scorta di prodotti buoni genuini e a km0?!


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Zolle di speranza

Qualche giorno fa, si parlava a un tavolo a cena con gli amici e uno mi fa “bisogna iscriversi a Zolle!” e io che casco dalle nuvole gli faccio : e che e’?!
Il giorno dopo vado sul loro sito.zolle-logo
Zolle non e’ un GAS, ma e’ come vorrei fosse un GAS. A Roma avevo gia’ fatto esperimenti, il primo con un gas e il secondo (molto insoddisfacente) con iosonobio.
Zolle e’ quanto di piu’ simile abbia mai trovato in Italia (e a Roma poi!) ai mitici pacchi che arrivano al “mio amico”Leo Hickman nella sua “vita ridotta all’osso” (i suoi erano forse di Riverford) o ai miei amici veri a Cambridge dalla Cambridge Organic Food Company
Zolle e’ una rete sulla rete per mettere in contatto diretto i coltivatori diretti virtuosi del territorio (e quanti sono da queste parti!! sul sito di Zolle a ognuno dei produttori che partecipano e’ dedicata una pagina) con i consumatori che hanno voglia di cose genuine e senza intermediari (e siamo sempre di piu’!!)
Zolle si chiamano anche i pacchi che ti consegnano a casa e che possono avere diversi formati/contenuti:
sul sito lasci i tuoi contatti, e puoi selezionare la Zolla più adatta a te: io ho scelto la Zolla Single Vegetariana (sembravo proprio io!!!) costa 27 euro e contiene: formaggio, almeno 3-4 varietà di verdura e 3 di frutta (per circa 4 kg in totale) pane e prodotti trasformati
Il giorno dopo mi contatta una ragazza gentilissima e mi chiede dettagli, o meglio risponde alle mie domande: ti mandano un modulo chiamato “mercato libero” che puoi inviargli x scegliere prodotti in piu da recapitare insieme alla zolla: io ho scelto burro uova e yogurt che nella mia zolla non c’erano. Scopro che se ci sono prodotti nella zolla che non si desiderano (ad es. il formaggio , ma non e’ il mio caso 😉 ) possono essere eliminati in modo permanente e rimpiazzati con altre verdure ad es. Si puo’ pagare con la cc e si puo’ stabilire di ricevere 2 zolle al mese (scelta mia) invece che tutte le settimane ad es. Fatto tutto aspetto con ansia la mia Zolla il martedi!!
Arriva, la zolla mi hanno detto che viene lasciata sul pianerottolo….ero in casa ma un po’ incasinata e hanno suonato ma sono stati velocissimi anche a sparire, quindi ho preso la mia zolla che era proprio fuori della porta 🙂

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la Zolla Single Veg

Dentro , correlate da etichette con peso /produttore e da qualche foglio con ricette dedicate ai prodotti, c’erano come promesso i 3-4 kg di verdura e frutta tra cui buonissime: bieta rossa, porri, arance , mandarini, pere kaiser (super buone!!) finocchi, lattuga romana, patate (di Leonessa evviva!!) …. scamorze (ottime) di Civita Castellana, lo yogurt della fattoria Faraoni (grandi! lo avevo gia assaggiato a eataly) un meraviglioso succo di mela fatto a Montepulciano (io non lo avrei mai comprato ma ora e’ una droga!) e il pane di Lariano!!

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… e il suo contenuto!!

Risultato? E’ domenica e’ mi e’ rimasto solo un finocchio, una arancia e una pera(ancora per pochissimo)!!!! Ho mangiato ogni cosa e non sono una gran mangiatrice di frutta!! Era tutto di una qualita’ e freschezza incredibile!

Ricapitolando Zolle mi ha messo proprio di buon umore e mi ha dato speranza:
il loro progetto e’ intelligente: anche se e’ una trasposizione di progetti equivalenti internazionali e non si sono inventati nulla rimane geniale saltare gli intermediari e permettere alla gente di sostenere gli agricoltori e piccoli produttori locali , altrimenti poco raggiungibili dalla città , sostenendo cosi’ la produzione di prodotti genuini e buoni che sarebbero distrutti dalla grande distribuzione
il servizio e’ fatto con cura e bene: il sito e’ carino e leggibile, i produttori di zona sono riconoscibili e ben presentati, loro sono gentili e professionali (e consegnano perfino in bicicletta dove possono!!)

In tanta perfeziona qualcosa da migliorare? Si!! fossi in loro proporrei anche una Zollina tra quelle a cui abbonarsi: ovvero come fanno i loro colleghi inglesi una Zolla base contenente solo frutta e verdura di stagione a 12-15 euro settimana: nel mio caso di sicuro la riceverei volentieri tutte le settimane, mentre quella da 27 (contenente anche gli altri prodotti ) e’ gia piu cara e impegnativa : amici di Zolle pensateci!

In somma che dire? Aveva ragione il mio amico: Bisogna iscriversi a Zolle!!!


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Aziende Vinicole Made in Italy

Ultimamente si sente sempre più parlare di Bio anche per i Vini.

Sebbene la certificazione biologica sia un ottima cosa, da sola non fa di un vino un grande vino e dell’azienda che lo produce una fondazione di benefattori.

Intanto in Italia ci sono dei bravissimi produttori che da anni lavorano con passione, dedizione e cura e che fanno dei veri grandi vini, anche senza fregiarsi del ricercato marchio di certificazione.

Vorrei condividere con voi quelli che ho imparato a conoscere quest’anno e in quelli passati, nella speranza che li proviate  e trovandovi bene decidiate perchè no di andarli a trovare e comprare direttamente da loro, visitandone la cantina (che bella gita!):

Dalle terre dei miei avi:

Abruzzo: Cataldi Madonna Specialità: Montepulciano Non si fa pubblicità e non ama le fiere vinicole ma il suo Montepulciano e’ un’esperienza da fare!

Molise: Valerio Specialità: Pentro (50% Montepulciano 50% Sangiovese) Piccolo produttore giovane che gestisce i vigneti dell’azienda di famiglia in località Monteroduni (tra Isernia e Venafro), già sede di una famosa Cantina Sociale.
Alcuni vigneti sono in zona di Montenero. Ci siamo incontrati a Vitigno Italia, molto simpatici!

Ancora dal Molise (ebbene si, bazzichiamo la zona!) non avrebbe bisogno della mia pubblicità ma di certo non è noto in tutta Italia, il grande Di Majo Norante, produttore del Molì (Montepulciano-Aglianico) in località Campomarino (CB). Nella sua regione e’ una celebrità. Produce anche un vino dal vitigno autoctono Tintilia, (Tintilia , appunto).Se vi trovate da quelle parti comunque e volete un buon vino da tavola potete provare anche il semplice e buonissimo vino delle “Cantine Cipressi” o andare direttamente in visita nella zona alla fine di Maggio alla fiera “Cantine Aperte”

Da terre di svago:

Azienda Agricola Antica Fattoria La Parrina: un pò una mecca per me, e per chi mi ci ha portato, è buono praticamente tutto quello che producono.I vini (il mio suggerimento e’ il Bianco DOC (Trebbiano, Chardonnay, Sauvignon Blanc) vincono premi ogni anno, e la visita alla cantina e’ un ottimo motivo, oltre che per comprare gli altri prodotti, per visitare la Feniglia.

Da terre di lavoro: Piemonte, Langhe

Visitare le langhe e’ un vero pellegrinaggio, deve essere particolarmente bello a Settembre quando aprono le cantine, ma in particolare voglio menzionare un produttore storico e non una holding, Bruno Giacosa, che sta dalle parti di Neive dove produce un mitico Nebbiolo.

Altri incontri a Vitigno Italia:

Mi e’ rimasto impresso per la gentilezza e per la bontàdel l’Aglianico la Fattoria La Rivolta (Vino d.o.c. Terre di Rivolta) provate a cercarlo in enoteca, o andateli a trovare vicino Benevento Detto questo, se vi trovate a passare per una bottega del commercio equo, cogliete l’occasione per provare uno dei vini di Libera, il mio preferito e’ CentopassiNel nostro paese sono sicura che pressochè in ogni regione si può trovare un buon produttore da cui rifornirsi a km 0 , adesso aspetto i vosti suggerimenti…


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“La prima regola del Fight Club…”

Ho pensato che uno potrebbe chiedersi, e allora? Cosa posso fare per contribuire alla lotta contro la rovina dell’ambiente? In concreto io cosa faccio?!
Allora ho deciso di buttare giù un mio piccolo decalogo personale , e di aspettare i vostri commenti /suggerimenti:
1) Non prendere la macchina se c’è un mezzo alternativo
A Roma e in generale in Italia questo e’ molto difficile, ma se si pensa alle statistiche che dicono che un Italiano su 2 prende la macchina anche per fare 2km sono sicura che si può fare di meglio …due passi ogni tanto fanno anche bene!
2) Acquista i prodotti con minori imballaggi – dovrebbe essere chiaro che anche in termini economici ci si guadagna, ma sono sicura che molti non fanno questa discriminazione: per comprare due merendine comprano anche 18 bustine di plastica, una scatola di cartone e una busta di celophane..!

3) Fai la raccolta differenziata – Ecco già li sento quelli che dicono “tanto poi non serve” , “li ho visti io che buttano la carta insieme all’altra mondezza” (ma come li hai visti, hai seguito il camion alla discarica?!) , “sto impazzendo con la differenziata…ho la casa piena di sacchetti!”: una risposta a tutti: farla non costa niente, quindi fatela

4) Comprare cose usate : mobili di antiquariato (mercatini, fiere, case di amici : la scelta c’è ed è anche divertente) vestiti di seconda mano

5) Non buttate oggetti/vestiti che possono avere una seconda vita: dai cassonetti gialli agli enti benefici, passando per negozi di usato che prendono oggetti in conto vendita come “il mercatino” anche qui non è davvero difficile trovare a chi darli

6) Cucinare prodotti freschi (frutta e verdura di stagione): in Italia c’è grande disponibilità e molti supermercati hanno grossi reparti di ortofrutta. Che dire poi delle proprietà nutritive! Se avete l’obiezione che i surgelati si cuociono prima vi ricordo che se provate a cuocere gli spinaci surgelati a cubetti in padella il ghiaccio non si scioglie nemmeno con la piccozza! Anche Jamie Oliver sta facendo una campagna per far mangiare frutta e verdura fresca ad americani ed inglesi….se ci riesce lui ce la possiamo fare noi che viviamo in Italia?!! Ad occhio e croce ognuno di noi conosce almeno una persona che fa ancora l’olio al frantoio… finaziamoli!

7) Ridurre i consumi: in tempo di austerity un investimento in ciabatte con pulsante ON/OFF a cui collegare tutti gli elettrodomestici ed evitare lo Stand-by si rivelerà molto redditizio!

8 ) Ridurre il consumo di carne. Non c’è bisogno di aggiungere commenti, ma se avete bisogno di spiegazioni date un occhiata al sito di PETA, o al libro di Safran Foer

9) Non comprare sempre l’ultimo gadget tecnologico: l’idea sarebbe di avere i gadget necessari, e non sempre l’ultimo modello. Non c’e bisogno di avere l’ipad per leggere questo sito! In ogni caso se proprio dovete cambiare modello, regalate il vecchio a chi ne ha bisogno!

10) Spegnere l’aria condizionata: è proprio necessario stare a 25 gradi in inverno e a 19 in estate?!

Io ho provato… adesso aspetto il vostro decalogo!


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Città dell’Utopia, zuppa e oltre!

Colpo di coda, reazione al raffreddore primaverile, decido di andare con gli amici alla “festa della zuppa” a San Paolo.

Ammetto che lo scetticismo in un Sabato d’Aprile a 27 gradi sulla opportunità di mangiare la zuppa invece di andare, che sò, al mare a mangiare gli spaghetti alle vongole, non mi rendeva entusiasta all’idea.

Ed eccomi  girando un anonimo angolo di strada vicino alla Cristoforo Colombo, mi sono ritrovata nella vera festa di quartiere, in uno scenario degno di “UP”: una piazzetta di città , poco piu di un cortile ( di quei cortili tra i palazzi in cui da piccoli si giocava le ore…) circondata da palazzine alte alte e al cui centro resiste una casetta un pò malmessa, ma una vera e propria casa: imposte verdi, balconi, gradini verso l’ingresso: e’ un centro sociale e si chiama “la città dell’Utopia”.

Tutto intorno nella piazza ci sono tante persone, banchetti e due file ordinate per “bevande” e “pranzo”; 2 euro una birra , fatta in una birreria  italiana!, e 50 cent per un bicchiere in Mater-bi!da mangiare si può scegliere tra vari tipi di pasta/salsiccie & co. Mentre siamo in fila dei ragazzi su un “palco” improvvisano

uno spettacolo di improvvisazione teatrale, coinvolgono il pubblico, si danno da fare, il pubblico partecipa.

Alle 16 inizia la vera e propria gara di zuppe, le “cofane” vengono portate nei banchetti dei partecipanti e via con gli assaggi!

C’è chi propone la classica zuppa “toscana” rivisitata perchè sta per trasferirsi nel casale dei sogni, chi ha azzardato una zuppa al cacao e la fa servire dai bambini di casa, chi ha aggiunto ingradienti esotici come zenzero e curcuma, chi ha usato l’intramontabile “ingrediente segreto”, chi ti coccola con crostini di pane e scaglie di grana…insomma ce n’è per tutti i gusti ed in abbondanza….

Sazi e contenti riponiamo le ciotole e decidiamo che non ci resta che votare la zuppa dell’anno!

La festa della zuppa e’ un appuntamento annuale, per non perderla in futuro andate a trovare l’associazione “Città dell’Utopia” sul loro sito:

http://www.lacittadellutopia.it/index.php

sempre in tema alimentare l’associazione propone tra l’altro “pranzi etnici” ogni domenica con il nome di “MAKI -Sapori dal mondo” sempre nella loro sede di San Paolo, per informazioni scrivete a:

info@laboratorio53.it

Infine per Sabato 21 Maggio e’ previsto addirittura un bellissimo “Mercato Contadino” seguito da “Pranzo a Km 0”

Andate a trovarli!