Eco Log

yes we can!


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Fake plastic trees

Negli ultimi giorni ho avuto l’onore di vedere e ascoltare la mia band preferita, i Radiohead, e ho anche avuto la fortuna che suonassero uno dei pezzi piu amati ‘fake plastic trees’.

Green plastic watering can 

for her fake Chinese rubber plant 

in the fake plastic earth

Da sempre impegnati sul fronte ambientale hanno messo in evidenza in molti dei loro pezzi (da idioteque a the numbers) il problema del cambiamento climatico e dell’inquinamento, dovuto alla plastica e in generale allo scarto , il ‘waste’ (che è anche il nome del loro sito).

Provare a ridurre le emissioni e la nostra impronta energetica sul pianeta è forse la nostra sola sfida individuale insieme a quella di cercare di sensibilizzare il prossimo a vedere il problema e ad agire (che poi è il motivo di questo blog)

Provare a ridurre il consumo di plastica non è impossibile ma sempre più difficile: 

Siamo sommersi da inviti a consumare bottiglie di plastica: distributori pieni anche in luoghi dove è disponibile l’acqua potabile , pubblicità a non finire sui benefici dell’acqua minerale imbottigliata oramai quasi esclusivamente in plastica vs. quella del rubinetto, confezioni usa e getta di caffè (una ragazza londinese da Costa mi ha detto, quando le ho chiesto di non mettere il coperchio di plastica sul caffè take away, ‘I have to put it!’ lo devo mettere! ), verdure incellophanate ci guardano dalle loro vaschette di polistirolo

in un supermercato qualunque di Roma ho cercato di fare la spesa ‘plastic free’ oggi e comunque non ci sono totalmente riuscita: ho trovato (meglio di niente!) una sola marca di aceto in bottiglia di vetro (e cmq il contagocce è in plastica) il latte vegan è sempre nel terapak oramai con onnipresente tappo in plastica (resta un mistero perché a Roma il terapak è da considerarsi carta nella differenziata) e i blister di integratori esistono solo in plastica (per non dire delle patatine che almeno non ho comprato)

Possiamo sperare che i nostri governi comincino a contrastare l’uso del packaging in plastica da parte dei produttori tassandoli in modo da poter rendere scomveniente il loro utilizzo contro quello di materiali più ecocompatibili come il vetro , il metallo e il legno? 

We are of the earth

To her we do return

The future is inside us

It’s not somewhere else

(The Numbers )

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Farewell / Un Saluto

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Sabato abbiamo fatto una magnifica gita in MTB nei dintorni di Manziana.
L’autunno e la giornata di sole esaltavano la natura nella sua bellezza maestosa: il bosco di querce i campi a perdita d’occhio la terra nelle sue colline
Perdersi nei sentieri era una gioia …una perfetta armonia…. interrotta solo dagli spari.

Si gli spari.

Perché intorno a noi a godersi la natura c’erano anche loro: i cacciatori!
Che uno possa passare la domenica ( ma anche tutti gli altri giorni) a sparare agli animali è una cosa che non capisco, una cosa che mi sembra aberrante come andare al centro commerciale a sparare alla gente. Voi direte che sto esagerando ma per me è lo stesso: uccidere gli altri esseri umani è vietato ma viene ancora consentito sparare agli animali. E giù corrono a sfogarsi quelli che vorrebbero tanto sparare al prossimo.
Del resto la società tollera altre valvole di sfogo come picchiare la gente allo stadio con spranghe di ferro o bottiglie incendiarie.
Quando abbiamo imboccato un sentiero a un certo punto siamo stati invitati a tornare indietro da due uomini giovani su una jeep: erano scesi x chiudere un cancello : mi sono affacciata nella loro macchina perché ho visto che dentro c’erano due cinghiali

…per salutarli…

…ciao cinghiali…

ma non si muovevano, neanche un verso e il dorso non si alzava ne si abbassava: erano morti.
Ecco: i due gentili signori civili e cordiali avevano appena ucciso i cinghiali e li stavano portando via nel bagagliaio: e io ho pensato: perché non posso rendergli giustizia?! Due cinghiali innocenti sono stati uccisi e io non posso denunciare gli assassini, mentre se fossero due persone  quelli non potrebbero andare in giro così a testa alta con il loro cadavere in macchina!
La società degli uomini ha stabilito le regole e tra le regole c’è che gli animali, i cinghiali più che mai, possono essere uccisi. Per sport, per divertimento. Una volta potevano essere uccise anche le donne… potevano essere picchiate, anzi possono essere picchiate.
Ha fatto notizia in questi giorni un programma televisivo della TV marocchina in cui una moderna conduttrice con fare amichevole spiegava alle donne , come Clio spiegherebbe a fare lo Smokey eyes, con tanto di modella live, come truccarsi per coprire le ecchimosi delle botte.
È lo stesso mondo, questo, e allo stesso modo le società umane si rassicurano  su quello che è ‘normale’ come se fosse naturale e giusto. In realtà le regole che le società umane si sono date sono solo arbitrarie e il più delle volte ingiuste, ancora mille miglia lontane dalla civiltà.
Alla gente viene data la carne in fantasiosi e appetitosi panini colorati o servita su piatti di ceramica preparati da grandi chef, ma a nessuno viene fatto vedere da quale sofferenza è nata.
Se i mattatoi avessero pareti di vetro…ma non ce le hanno. Su YouTube però ci sono molti documenti che testimoniano sulla sofferenza degli animali nella società umana. Hanno di sicuro meno like di Miley Cirus ma sono disponibili per chi è disposto a non distogliere lo sguardo.

Questa è una battaglia per i diritti dei più deboli, e in questo mondo i più deboli sono loro.

I maiali, i polli, gli agnelli, le mucche sono imprigionati e condotti ogni giorno al macello, più docili dei loro fratelli selvatici. Cinghiali , cervi, quaglie e lepri, questi ultimi non sono certo al sicuro nei loro sempre più stretti lembi di habitat naturale circondati e strangolati dalle città, dalle aree industriali, dalle coltivazioni.
Ogni giorno su internet si leggono post costernati delle signore e dei signori di Roma nord che hanno incontrato un cinghiale al confine del parco sotto casa!
Scappate dico ai cinghiali che qualche volta incontro anche io, spaesati e con gli occhi accecati dai fari delle macchine: scappate nel bosco, siete davanti al più terribile dei predatori, l’uomo, che ha distrutto quasi tutto il pianeta e non si fermerà finché non sarà riuscito a sterminarvi: dirà che siete pericolosi, dirà che deve assolutamente nutrirsi della vostra carne, ma sta solo esercitando il suo potere e il suo istinto primario alla onnipotenza.

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Vai via piccolo maialino selvatico, non devi fidarti dei loro modi, sono spietati e hanno armi spietate.
Nemmeno nel tuo bosco sei al sicuro, mentre stai correndo nei cespugli, sentirai gli spari, sentirai che ti sono intorno, e se non hai fortuna ti uccideranno.
Perché è legale.
Alcuni di quelli col fucile diranno che amano la natura , alcuni diranno che amano gli animali, alcuni lo credono davvero, mentre accarezzano il loro cane, e ammirano il paesaggio.
Io non ti posso ancora salvare ma ci tengo a dire che la tua morte è stata ingiusta e senza motivo e la morte senza motivo è un delitto*.

*citando Meat is Murder degli Smiths


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Vitamine

Una mia amica che si è da poco trasferita in una casa più grande, durante il trasloco ha passato in rassegna le sue cose e dal momento che ne aveva due mi ha fatto un regalo: una centrifuga.
La centrifuga è un elettrodomestico abbastanza grande, somiglia ad un piccolo barile e ha due fermi per chiudere il coperchio: le ho chiesto, a che servono? E mi ha risposto tranquilla : a tenerla ferma! si perché la centrifuga sennò se ne va in giro per il piano della cucina un po’ come la lavatrice che deve avere un peso altrimenti camminerebbe per tutta la casa , in pratica si tratta un elettrodomestico molto potente.

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Mia mamma mi ha sempre detto che bisogna mangiare frutta e verdura per la verdura vado abbastanza bene ma la frutta non è mai stata la mia passione.
Da quando sono cliente di Zolle ricevo ogni due settimane 3 kg di frutta fresca di stagione qualche volta rischio di buttarla anzi rischiavo . La mia vita è cambiata con l’arrivo della centrifuga la frutta di stagione e anche alcune verdure come i finocchi carote sedano si trasformano magicamente in succhi di frutta anzi centrifugati buonissimi . Oggi ho improvvisato è la stagione dell’uva quindi si stava accumulando Unito un grappolo d’uva con una pera e un limone il risultato era ottimo! sì perché ci si può divertire a sperimentare bilanciare l’aspro con lo zuccherino il dolce con l’amaro e perché no un tocco di piccante su internet ho trovato molte ricette fonte d’ispirazione il resto è sperimentazione . I centrifugati possono essere depuranti energizzanti semplicemente buoni un ottimo sostituto per una merenda quando tornate dal lavoro e siete stanchi e magari avete già un po’ di fame.

La centrifuga di fatto separa il succo dalle fibre e in alcuni casi la fibra può essere usata ad esempio per fare una torta!
Il caso piu semplice è quello della torta di carote:
Una volta centrifugate le carote mettere da parte la fibra di carote tritata , può essere usata per fare questa semplice

TORTA DI CAROTE

300 g zucchero
300 g farina
320 g carote
2 uova
lievito istantaneo 7 g
olio di semi 1 bicchiere
1 bust vanillina
Cuocere a 180 C senza ventilazione 30min anche in teglia di silicone

Al succo di carote unite quello di una mela, la centrifuga Mela+Carota è un classico! Come del resto lo sono Pera + Limone e Kiwi+Arance…ma perché fermarsi ai classici quando si può innovare?

Buona sperimentazione!


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Something in the way

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it‘s ok to eat fish 

cause they 

don’t have any feeling 

Sto citando Kurt Cobain senza saperlo, senza rendermene conto

Quando ho deciso di non mangiare piu’ gli animali che camminano sulla terra e volano nel cielo ma di continuare a mangiare il pesce

stavo citando alla lettera Somthing in the way da Nevermind

Quando dal 1994 ho iniziato a ascoltarla a ripetizione sbagliavo a interpretare la frase e pensavo che Kurt volesse dire

“it’s ok with fish cause they don’t have any feeling”

“va meglio con i pesci, perche’ loro non hanno sentimenti”

come per dire mi trovo meglio con loro, perche’ non parlano, non hanno sentimenti

Invece no, stava parlando di questo

Quando qualche “provocatore” (io direi rompipalle) mi comincia a dire “e i pesci non ti fanno pena? non ti dispiace per loro?”

Io dentro di me penso che sono cavoli miei, ma si , ho deciso di mangiarli perche’ per me soffrono meno e soprattutto

perche’ finche’ non li pescano sono liberi fanno la loro vita (voi mi direte mica sono tutti liberi , molti sono in tristissimi allevamenti! )

E’ un’ipotesi

A leggerla scritta/sentire questo verso cantato non suona meglio di cosi’

una bugia che uno si e’ inventato per giustificarsi

una scusa

il dolore che uno sente mentre lo dice

qualcosa che si mette in mezzo

The animals I’ve trapped

Have all become my pets

And I’m living off of grass

And the drippings from the ceiling

It’s okay to eat fish

Cause they

don’t have any feelings 

Something in the way  

grazie Kurt di aver condiviso con noi i tuoi pensieri


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La Madre di tutte le Paste

Grazie ad una cara amica di Umbertide, bellissimo paesino dell’Umbria, la mia vita e’ da poco cambiata!

Ho una figlia che e’ anche madre, ovvero: la mia amica che ne e’ spacciatrice ufficiale, mi ha donato la mia nuova figlia: la pasta madre!

La pasta madre e’ arrivata dall’umbria in treno in un barattolino di vetro , e ora vive nel mio frigo (eh si , a volte e’ utile averne uno!)

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la “madre” nel suo vasetto nel frigo…

Come si tiene in vita / si usa questa meravigliosa creatura?!

E’ facilissimo: prima di tutto, mi ha rassicurato la mia spacciatrice , non e’ necessario panificare tutti i giorni : e’ sufficiente farlo una volta a settimana, e se non si a tempo almeno “rinfrescare” la pasta una volta a settimana.

Che vuol dire?!! Come si fa?!!

Niente paura , mi dice: basta seguire i consigli del Guru italiano della panificazione casalinga: Riccardo Astolfi!

Che il guru italiano della panificazione casalinga sia un ingegnere non mi sorprende affatto ( anzi in realtà mi inorgoglisce 🙂 )

Riccardo, il cui motto e’ “homebakers do it better” ha messo su dal 2010  sito davvero bello che e’ diventato subito la mia Bibbia!

Il suo sito e’ infatti (per continuare il parallelo religioso) una vera manna dal cielo: c’e’ la risposta a tutte le domande:

1) cosa si deve fare con la pasta madre?!!

In breve le cose da fare sono solo due: il rinfresco (almeno una volta a settimana) e la panificazione(idem) 🙂

2) Che vuol dire rinfrescare?

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la pasta madre dopo il rinfresco e il riposo di 4 ore…

La spiegazione completa e’ qui: a parole mie si tratta di prendere la pasta dal suo barattolo nel frigo , diluirla con meta’ del suo peso in acqua e rimpastarla con peso uguale al suo di farina: ottenuta una nuova palla posso rimetterla in frigo, o rimetterne in frigo solo metà(circa 100gr almeno) e col resto panificare!

Per prima cosa la pasta rinfrescata che si vuole usare si deve far riposare per alcune ore sotto il classico panno umido…

3) Come si fa il pane? Allo stesso link di prima trovate anche le istruzioni per il vostro primo pane 🙂

Se sapete fare la pizza col lievito di birra scoprirete che la tecnica di impasto e’ identica , quello che cambia sono solamente i tempi di lievitazione che si allungano: per una pagnotta dall’impasto al forno la lievitazione media e’ di 4-5 ore, se tutta la notte anche meglio: basta organizzarsi!

Fino ad oggi grazie alla mia personale sotto-rete di panificatori casalinghi Umbria-Toscana-Roma sono riuscita a produrre qualche pagnotta e qualche pizza …(Come resistere a non fare subito una pizza?!!)

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il mio primo pane (con qualche problema di panificazione!)

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la mia prima pizza

 

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Pane di farro ai semi di lino

Il mio ultimo nato è il pane di Farro ai Semi di Lino: per farlo ho seguito fedelmente questa ricetta qui con la sola differenza che ho dovuto dimezzare le dosi

Mi sono organizzata cosi’: Domanica mattina ho rinfrescato , la sera verso le 16 ho impastato e la mattina alle 7 ho infornato: per l’assaggio ho dovuto aspettare di tornare dal lavoro!

unico difetto: era troppo buono …..ora e’ Martedi sera ed e’ gia’ finito ;

E ora la domanda piu’ frequente:

4) E questa settimana che pane faccio? Sul sito ci sono un sacco di ricette, a cominciare dai “Pani tradizionali e rustici” , per non parlare di altri “lieviti” come dolci per la colazione e co. che non ho ancora sperimentato!

E voi? Presto, cercate subito il vostro spacciatore piu’ vicino , e iniziate a sperimentare !!

Buona autoproduzione!!!

 

 

 

 


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Davide e Golia della cosmetica

Siamo circondate: dagli scaffali dei supermercati, dalle pagine delle riviste, dagli spot in televisione, su enormi cartelloni: il messaggio e’ che bisogna essere belle, e che per esserlo bisogna inchinarsi all’altare dei sacerdoti della bellezza: Lancome, Esteé Lauder, Clinique, Revlon, & Co.

Immutabili, proprio come la bellezza che promettono, nel tempo questi colossi della cosmetica non hanno fatto un solo passo per migliorarsi: non hanno rinunciato a un esperimento , a un metallo pesante a un parabene!

Sicuri come sono che le donne calpesterebbero qualunque principio pur di assicurarsi la bellezza, proprio come la strega di Biancaneve, o Dorian Grey.

Ma per fortuna non tutti cadono sotto il loro incantesimo.

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Dicevano che e’ sufficente non guardare la Medusa negli occhi per non diventare statue di sale!

Cosi’ e’ sufficente non credergli: tanto non mantengono quello che promettono: nessuno potra’ fermare il tempo meno che mai spelmandosi in faccia la bava di lumaca!

Cosi’ sono anni che cerco cosmetici “non governativi” e indipendenti, piccole case che producono prodotti migliori, e anche, perche’ no, qualche prodotto dagli scaffali dei supermercati meno tossico.

Nell’ultima settimana cercavo un tonico per il viso: niente da fare l’intero scaffale (inclusa la buona vecchia acqua di rose Roberts!)  era pieno di PEG40/PEG20/PEG60 , per trovare un tonico per il viso “naturale” sono dovuta andare alla parafarmacia: alla fine ho comprato il tonico illuminante dell’Euphidra, non male l’INCI ma poteva essere meglio per 11 euro!

Ad ogni modo le mie migliori scoperte in questi mesi sono state:

Lo Shampoo OMIA Fisio Shampoo Olio di Macadamia , che ha un ottimo INCI, si vende al supermercato (UPIM nel mio caso) e incredibiilmente fa perfino la schiuma quando si lavano i capelli! Soprattutto ha il bollino della LAV perche’ e’ Cruelty Free: promosso!

la maschera per capelli AMAVITAL capelli secchi e sfibrati: di questo prodotto molto buono non riesco a trovare INCI da nessuna parte: che sia sospetto?

Infine, per che vuole/deve comprare al supermercato ho scoperto che un prodotto molto “naturale” pur essendo industrialissimo e’ il Balsamo Ultra Dolce Mandorle e Fiori di Loto

In effetti visti tutti i suoi parenti della stessa marca (shampoo incluso) e’ proprio una rarità!!

La linea migliore da supermercato e’ davvero quella della Coop Viviverde , ad esempio il docciaschiuma e’ ottimo

Se vi dovesse capitare di andare in Germania, dove stanno avanti anni luce in questo campo, tenete conto che sono ottimi (e molto economici!) tutti i prodotti della linea AlVerde del loro supermercato DM (Drogerie Markt)

Infine diffidate di un “false friend” che si sta diffondendo nei nostri grandi magazzini (Coin/Rinascente) con la sua aria innocente di “farmacia d’epoca”, i prodotti della Khiel‘s sono altamente tossici

Buono shopping e buona cura di se a tutti!!


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Sulla schiavitù

Qualche anno fa ho smesso di mangiare la carne, ho semplicemente smesso di ignorare quella voce nella mia testa che mi diceva che era sbagliato , che mi diceva quello che ha detto meglio di tutti Morrisey , “is death for no reason, and death for no reason is murder” (e’ morte senza motivo, e morte senza motivo e’ un delitto) da quando ho iniziato a vedere la situazione per quella che e’ , mi e’ diventato chiaro, che gli esseri nel mondo piu’ maltrattati e i cui diritti sono maggiormente violati , sono gli animali.

Al telegiornale di oggi , si parlava di come ,una volta tanto, hanno arrestato due persone che costringevano in schiavitù altre persone, mendicanti, tenendoli a pane ed acqua, prigionieri e obbligandoli a elemosinare, picchiandoli se non raccoglievano almeno 30 euro al giorno.

Io compro sempre piu’ raramente il latte, e sempre da allevamenti biologici, e i formaggi da piccoli produttori, di preferenza biologici, ma mangio ancora fuori casa i formaggi industriali.

Questa sera ero al supermarket e ho comprato un pezzo di formaggio, mi e’ sembrato un buon formaggio , una pregiata fontina dalla valle d’aosta: a casa l’ho mangiato , e’ buonissimo.

Ma non riesco a smettere di pensare: come stanno le mucche che hanno prodotto il latte per questo formaggio?

Sono amate e rispettate dal loro allevatore, possono pascolare in dei bei prati (in valle d’aosta ce ne sono tanti) , mi dico forse si… eppure la mungitura attaccate alle macchine deve essere una tortura… quante ore al giorno la devono sopportare? Certo se poi tutto il tempo sono libere di pascolare (cerco di giustificarmi) non e’ cosi’ male… forse e’ come dirgli: sopporta un po’ di sofferenza al giorno in cambio ti do da mangiare… ma (aspetta, ecco l’obiezione) in nome di che cosa la sofferenza puo’ essere giustificata? In nome di quale rapporto di amore/aiuto reciproco sarebbe giusto chiedere un sacrificio a chi amiamo, per noi , solo per una delle due parti? Non e’ di amore che stiamo parlando: ma di prigionia, di schiavitù: i carcerieri siamo noi, e gli animali sono gli schiavi.

Ci sono di certo allevatori che amano gli animali, ci sono di sicuro, quelli che cercano di farli stare bene, di non farli soffrire, di farli vivere bene: ma la condizione anche degli animali che hanno questi padroni, comunque piu’ fortunati di tanti loro simili, la condizione di questi animali rimane schiavitù.

Proprio stasera mi e’ capitata di leggere la storia della presa di coscienza di uno di questi allevatori, ed e’ veramente una persona illuminante, che ha il potere di saper mettere i pensieri in parole, si chiama Bob Comis: ed ecco come racconta di aver preso coscienza del problema:

Allevare umanamente e uccidere i maiali sembra perfettamente normale. Per poter vedere la verità devi guardare di traverso, proprio come fa il maiale, quando sa che non stai per fare niente di buono: quando guardi con la coda dell’occhio, nella tua visione periferica, vedi che la carne e’ in realtà un delitto (Leggete qui la sua e altre belle storie come la sua, in particolare quella di

Cheri Ezell ex allevatrice di animali da latte)

Bob sta diventando vegano e io so perchè lo fa e so che e’ giusto e lo so perchè in effetti la logica non ammette tregua.

Per produrre i formaggi che io tanto amo e a cui non riesco a rinunciare, anche scegliendo i “migliori” produttori che usano latte proveniente dai “migliori” allevamenti, per poter permettere a me di mangiare quei formaggi e’ necessario tenere in schiavitu’ un animale, prendere il suo latte, che sarebbe destinato ai suoi cuccioli, prenderlo procurando sofferenza (e non solo la sofferenza della mungitura, anche quella della separazione dai piccoli …)  : non riesco a non parafrasare Morrisey: “e’ sofferenza senza motivo, e la sofferenza senza motivo e’ schiavitu’, e la schiavitu’ e’ un delitto”