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Uniamo gli spezzoni di ciclabili a Roma!

Roma ha qualche pista ciclabile, il problema, che sarebbe risolvibile a basso costo, è unire gli spezzoni rendendo fruibili e sicuri percorsi molto più ampi.

Un esempio di un pezzo di ciclabile molto utile che si potrebbe realizzare a costo quasi zero è il collegamento tra il cosi’ detto parco lineare di Monte Mario (bellissima opera a livello Europeo) che percorre la ferrovia FR3 da Monte Mario a Valle Aurelia (Monte Ciocci): le rampe che scendono da Monte Ciocci arrivano all’Olimpica sotto il ponte della stazione di Valle Aurelia:

Il percorso piu’ semplice per collegare le rampe di Valle Aurelia alla pista ciclabile di via delle Milizie e’ percorrere Via Angelo Emo ( si evita di fare Piazzale degli Eroi) e poi via Andrea Doria, che ha un marciapiede largo almeno 4 metri, passando davanti al Mercato Trionfale: la pista di via delle Milizie e’ la leggittima continuazione: perche’ non rendere ciclabile, utilizzando gli ampi marciapiedi già esistenti , questo breve tragitto?

Schermata 2016-03-10 alle 15.05.04Via Angelo Emo e’ un viale con un ampio marciapiede centrale correntemente adibito a parcheggio (illegale) : basterebbe tracciare la pista su questo marciapiede, aggiungendo qualche paletto per evitare il parcheggio illegale da parte delle macchine, cosi’ come si fa in tutti i viali di Torino, ad esempio

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Per via Andrea Doria la soluzione come dicevo, sarebbe, stile Berlino, tracciare la ciclabile su un lato del marciapiedi che e’ enorme, senza danneggiare in alcun modo chi passeggia

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Il marciapiede di via Andrea Doria davanti al mercato Trionfale

Insomma noi cittadini e ciclisti urbani le proposte ce le abbiamo, speriamo che qualcuno le raccolga!


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Roma. Tagli alle mense scolastiche

E’ in discussione l’ipotesi di ridurre le spese per le mense scolastiche gestite dal Comune di Roma. Ad oggi l’ente rappresenta il primo acquirente di prodotti biologici in Italia.

bambini_mensaIl rischio maggiore, con “l’ennesimo taglio”, è quello di colpire “i soggetti deboli ovvero i produttori biologici ed i bambini”, denuncia l’Aiab.

Il modello romano, spiega in un comunicato, è “un esempio riconosciuto in termini di qualità di cibo offerto ai bambini, di legame fra il prodotto locale ed il consumo, di sostenibilità ambientale e di riduzione di sprechi”. Il ridimensionamento economico si ripercuoterà pesantemente sui fornitori delle materie prime – “questo significa non riconoscere ai produttori biologici il giusto prezzo del proprio prodotto” – e ridurrà la qualità dei prodotti somministrati ai bambini.

Per questo l’Aiab si appella al sindaco in virtù della sua passata esperienza come ministro dell’Agricoltura, affinché non avvalli un ridimensionamento “di un modello unico al mondo che ha fatto dell’amministrazione pubblica un volano fondamentale per lo sviluppo locale sostenibile, incrementando la domanda di prodotti biologici locali ed italiani”.