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Davide e Golia della cosmetica

Siamo circondate: dagli scaffali dei supermercati, dalle pagine delle riviste, dagli spot in televisione, su enormi cartelloni: il messaggio e’ che bisogna essere belle, e che per esserlo bisogna inchinarsi all’altare dei sacerdoti della bellezza: Lancome, Esteé Lauder, Clinique, Revlon, & Co.

Immutabili, proprio come la bellezza che promettono, nel tempo questi colossi della cosmetica non hanno fatto un solo passo per migliorarsi: non hanno rinunciato a un esperimento , a un metallo pesante a un parabene!

Sicuri come sono che le donne calpesterebbero qualunque principio pur di assicurarsi la bellezza, proprio come la strega di Biancaneve, o Dorian Grey.

Ma per fortuna non tutti cadono sotto il loro incantesimo.

mela-biancaneve

Dicevano che e’ sufficente non guardare la Medusa negli occhi per non diventare statue di sale!

Cosi’ e’ sufficente non credergli: tanto non mantengono quello che promettono: nessuno potra’ fermare il tempo meno che mai spelmandosi in faccia la bava di lumaca!

Cosi’ sono anni che cerco cosmetici “non governativi” e indipendenti, piccole case che producono prodotti migliori, e anche, perche’ no, qualche prodotto dagli scaffali dei supermercati meno tossico.

Nell’ultima settimana cercavo un tonico per il viso: niente da fare l’intero scaffale (inclusa la buona vecchia acqua di rose Roberts!)  era pieno di PEG40/PEG20/PEG60 , per trovare un tonico per il viso “naturale” sono dovuta andare alla parafarmacia: alla fine ho comprato il tonico illuminante dell’Euphidra, non male l’INCI ma poteva essere meglio per 11 euro!

Ad ogni modo le mie migliori scoperte in questi mesi sono state:

Lo Shampoo OMIA Fisio Shampoo Olio di Macadamia , che ha un ottimo INCI, si vende al supermercato (UPIM nel mio caso) e incredibiilmente fa perfino la schiuma quando si lavano i capelli! Soprattutto ha il bollino della LAV perche’ e’ Cruelty Free: promosso!

la maschera per capelli AMAVITAL capelli secchi e sfibrati: di questo prodotto molto buono non riesco a trovare INCI da nessuna parte: che sia sospetto?

Infine, per che vuole/deve comprare al supermercato ho scoperto che un prodotto molto “naturale” pur essendo industrialissimo e’ il Balsamo Ultra Dolce Mandorle e Fiori di Loto

In effetti visti tutti i suoi parenti della stessa marca (shampoo incluso) e’ proprio una rarità!!

La linea migliore da supermercato e’ davvero quella della Coop Viviverde , ad esempio il docciaschiuma e’ ottimo

Se vi dovesse capitare di andare in Germania, dove stanno avanti anni luce in questo campo, tenete conto che sono ottimi (e molto economici!) tutti i prodotti della linea AlVerde del loro supermercato DM (Drogerie Markt)

Infine diffidate di un “false friend” che si sta diffondendo nei nostri grandi magazzini (Coin/Rinascente) con la sua aria innocente di “farmacia d’epoca”, i prodotti della Khiel‘s sono altamente tossici

Buono shopping e buona cura di se a tutti!!

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Sulla schiavitù

Qualche anno fa ho smesso di mangiare la carne, ho semplicemente smesso di ignorare quella voce nella mia testa che mi diceva che era sbagliato , che mi diceva quello che ha detto meglio di tutti Morrisey , “is death for no reason, and death for no reason is murder” (e’ morte senza motivo, e morte senza motivo e’ un delitto) da quando ho iniziato a vedere la situazione per quella che e’ , mi e’ diventato chiaro, che gli esseri nel mondo piu’ maltrattati e i cui diritti sono maggiormente violati , sono gli animali.

Al telegiornale di oggi , si parlava di come ,una volta tanto, hanno arrestato due persone che costringevano in schiavitù altre persone, mendicanti, tenendoli a pane ed acqua, prigionieri e obbligandoli a elemosinare, picchiandoli se non raccoglievano almeno 30 euro al giorno.

Io compro sempre piu’ raramente il latte, e sempre da allevamenti biologici, e i formaggi da piccoli produttori, di preferenza biologici, ma mangio ancora fuori casa i formaggi industriali.

Questa sera ero al supermarket e ho comprato un pezzo di formaggio, mi e’ sembrato un buon formaggio , una pregiata fontina dalla valle d’aosta: a casa l’ho mangiato , e’ buonissimo.

Ma non riesco a smettere di pensare: come stanno le mucche che hanno prodotto il latte per questo formaggio?

Sono amate e rispettate dal loro allevatore, possono pascolare in dei bei prati (in valle d’aosta ce ne sono tanti) , mi dico forse si… eppure la mungitura attaccate alle macchine deve essere una tortura… quante ore al giorno la devono sopportare? Certo se poi tutto il tempo sono libere di pascolare (cerco di giustificarmi) non e’ cosi’ male… forse e’ come dirgli: sopporta un po’ di sofferenza al giorno in cambio ti do da mangiare… ma (aspetta, ecco l’obiezione) in nome di che cosa la sofferenza puo’ essere giustificata? In nome di quale rapporto di amore/aiuto reciproco sarebbe giusto chiedere un sacrificio a chi amiamo, per noi , solo per una delle due parti? Non e’ di amore che stiamo parlando: ma di prigionia, di schiavitù: i carcerieri siamo noi, e gli animali sono gli schiavi.

Ci sono di certo allevatori che amano gli animali, ci sono di sicuro, quelli che cercano di farli stare bene, di non farli soffrire, di farli vivere bene: ma la condizione anche degli animali che hanno questi padroni, comunque piu’ fortunati di tanti loro simili, la condizione di questi animali rimane schiavitù.

Proprio stasera mi e’ capitata di leggere la storia della presa di coscienza di uno di questi allevatori, ed e’ veramente una persona illuminante, che ha il potere di saper mettere i pensieri in parole, si chiama Bob Comis: ed ecco come racconta di aver preso coscienza del problema:

Allevare umanamente e uccidere i maiali sembra perfettamente normale. Per poter vedere la verità devi guardare di traverso, proprio come fa il maiale, quando sa che non stai per fare niente di buono: quando guardi con la coda dell’occhio, nella tua visione periferica, vedi che la carne e’ in realtà un delitto (Leggete qui la sua e altre belle storie come la sua, in particolare quella di

Cheri Ezell ex allevatrice di animali da latte)

Bob sta diventando vegano e io so perchè lo fa e so che e’ giusto e lo so perchè in effetti la logica non ammette tregua.

Per produrre i formaggi che io tanto amo e a cui non riesco a rinunciare, anche scegliendo i “migliori” produttori che usano latte proveniente dai “migliori” allevamenti, per poter permettere a me di mangiare quei formaggi e’ necessario tenere in schiavitu’ un animale, prendere il suo latte, che sarebbe destinato ai suoi cuccioli, prenderlo procurando sofferenza (e non solo la sofferenza della mungitura, anche quella della separazione dai piccoli …)  : non riesco a non parafrasare Morrisey: “e’ sofferenza senza motivo, e la sofferenza senza motivo e’ schiavitu’, e la schiavitu’ e’ un delitto”